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20.04.2019

Trova la moglie a letto con il fratello

Una relazione extraconiugale è all’origine del processo ad un cinquantunenneUna veduta di Foza
Una relazione extraconiugale è all’origine del processo ad un cinquantunenneUna veduta di Foza

Se non fosse tutto vero, messo nero su bianco nel capo di imputazione firmato dal pubblico ministero, la vicenda discussa ieri mattina in tribunale davanti al giudice per l’udienza preliminare, Roberto Venditti, sembrerebbe in tutto e per tutto una di quelle sceneggiature boaccaccesche di una commedia all’italiana degli anni ’70. La storia si apre e chiude a Foza tra aprile e maggio di un anno fa. Protagonisti due fratelli: Roberto, 51 anni, Paolino di nove più grande, pure lui sposato, e la moglie del primo. Si tratta di due famiglie molto unite. Che trascorrono tutte le festività e la ricorrenze insieme. Sempre. Solo che un bel giorno, Roberto scopre quello che nessuno vorrebbe mai scoprire: il tradimento della moglie. Una rivelazione che diviene ancora più scioccante e dolorosa quando il 51enne capisce che l’amante della compagna è il fratello, Paolino. A quel punto Roberto va letteralmente fuori di testa. Rabbia, angoscia, disperazione e tormento montano e ribollono come la lava incandescente nella pancia del vulcano fino a quando non arriva l’esplosione. Una deflagrazione che il marito tradito (non solo dalla moglie ma pure dal fratello) sfoga armandosi di un coltello da cucina col quale a un certo punto si presenta a casa di Paolino “invitandolo” a scendere dall’appartamento sino in giardino per “regolare i conti”. Ma il fratello di scendere, vista la collera del congiunto e le minacce che riceve, nemmeno ci pensa. Anzi, prende una corda e quando capisce che Roberto è pronto a salire; della serie “se non scendi tu vengo a prenderti io”, si cala da una finestra e scappa a gambe levate. Nel frattempo, però, il 51enne, non si ferma ed entra a casa di Paolino dove, nell’ordine, spacca cinque porte; infilza col coltello invece del fratello la sua televisione, dirigendo quindi la sua furia su una serie di soprammobili provocando danni calcolati in almeno 5 mila euro. E fino a qui siamo alla cronaca ordinaria a cui però poi va ad aggiungersi quella giudiziaria. Avviene quando Paolino, minacciato dal fratello che gli ha pure devastato l’appartamento, decide di querelarlo. La procura apre quindi un’inchiesta nei confronti di Roberto, difeso dall’avvocato Maurizio Pasqualon, e a indagini concluse decide di chiederne il rinvio a giudizio. Perché, per quanto comprensibile possano essere collera e dolore, cercare di farsi giustizia da sé armati di un coltello da cucina, resta pur sempre un reato. E così il 51enne finisce a processo dopo che il gip decide di rinviarlo a giudizio. Ieri mattina l’udienza preliminare davanti al giudice Venditti. Passaggio giudiziario che si è concluso con il patteggiamento di Roberto a sei mesi di reclusione e la concessione da parte del gup, nei confronti dell’imputato (che nel frattempo non si è ancora formalmente separato ma non vive più con la moglie) il beneficio della sospensione condizionale della pena. Paolino, invece, a quanto pare, nonostante le ripercussioni comprensibilmente avute all’interno della famiglia, ha continuato a fare la vita di sempre. Per suo fratello, al contrario, sembra proprio valere il detto: oltre al danno (il tradimento) la beffa (denuncia, inchiesta e condanna). Evitando di scomodare altre massime meno “nobili”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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