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15.08.2019

Rubate ostie e reliquie nelle chiese

La chiesetta di San Rocco a Tresché Conca di Roana
La chiesetta di San Rocco a Tresché Conca di Roana

Le chiese dell’Altopiano nel mirino della malavita. È caccia ai ladri che da oltre una settimana fanno razzia nei monumenti religiosi del territorio. L’ultimo colpo messo a segno, e anche il più profittevole in termini di bottino, è stato quello compiuto nella notte tra domenica e lunedì alla chiesetta di San Rocco a Tresché Conca di Roana. I malfattori, perché si sospetta che si tratti di più di una persona, non solo si sono limitati a rubare le poche offerte poste all’interno della cassettina, fondi utilizzati per il mantenimento della struttura, ma si sono appropriati anche di una pisside che conservava all’interno delle ostie non consacrate. La zona purtroppo non è coperta dalle telecamere di videosorveglianza e finora gli investigatori non sono riusciti a trovare elementi utili a individuare i malviventi. Quello della chiesetta di San Rocco è il secondo furto avvenuto nella frazione roanese, preceduto qualche giorno prima dalla sottrazione delle offerte nella chiesa parrocchiale. «È un gesto così sgradevole che fatico a commentarlo – dichiara il sindaco di Roana, Elisabetta Magnabosco, senza nascondere rabbia e amarezza -. Ho sentito anche il comitato Chiesetta San Rocco, gruppo regolarmente costituito e registrato che provvede alla cura del tempietto, che si appella alla coscienza di chi ha sottratto il pisside contenente le ostie non consacrate affinchè sia restituito alla comunità, data anche l’imminente ricorrenza del Patrono il 16 agosto. La chiesetta è stata sistemata col contributo di tutta la comunità, che l’ha resa una meraviglia, e ci sta particolarmente a cuore». Sempre nella notte tra domenica e lunedì i ladri hanno preso di mira anche la chiesetta di San Rocco situata a Castelletto di Rotzo. Come per la piccola chiesa sua omonima di Treschè Conca, pure qui sono state rubate le offerte e la pisside. A destare l’indignazione della comunità di fedeli di Treschè Conca e Castelletto, e anche più di qualche preoccupazione, è proprio la sottrazione delle ostie che, suppur non consacrate, sono comunque un simbolo importante, che potrebbero essere usate in maniera deplorevole, considerato il pressochè nullo valore economico. Per quanto riguarda le due pissidi, i ladri con tutta probabilità tenteranno di rivenderle, ritenendole magari delle reliquie religiose di notevole valore economico. Quanto successo a Roana e Rotzo, purtroppo, non è tutto. Altri colpi sono stati messi a segno anche nel territorio comunale di Gallio. Per ben due volte la cassetta delle offerte della chiesetta di Busafonda è stata scardinata, così come sono state prese di mira sia la chiesa santuario della Madonna del Buso sia il Sacello che sovrasta l’abitato di Gallio. «Assieme al parroco, l’Amministrazione comunale ha valutato varie soluzioni per proteggere i monumenti - interviene il sindaco Emanuele Munari -: purtroppo non possiamo coprire ogni angolo del territorio con le telecamere e, allo stesso tempo, abbiamo ritenuto inopportuno togliere le cassette per rispetto ai fedeli che hanno a cuore queste piccole cappelle immerse nel silenzio, anche se alla fine sarebbe la soluzione definitiva». Il bottino finale dei vari furti, compresa la pisside, è di poche centinaia di euro. «Fanno molto più male la violazione subita da questi luoghi sacri – conclude Magnabosco – e il disprezzo per le chiese. Si tratta di episodi che fanno arrabbiare. Nonostante ciò, sono convinta che alla festa di San Rocco si pregherà per queste persone sperando sempre nel loro ravvedimento». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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