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21.05.2019

“Quaterna” d’Oro «per la crescita»

Il candidato sindaco Bruno Oro, fratello dell’attuale primo cittadino MarioIl municipio di Foza
Il candidato sindaco Bruno Oro, fratello dell’attuale primo cittadino MarioIl municipio di Foza

Bruno Oro a Foza tenta la quaterna famigliare con la lista “Vivere Foza”. Se il 33enne geometra e allevatore dovesse vincere le prossime elezioni, infatti, otterrebbe il quarto mandato consecutivo della sua famiglia: prima con due amministrazioni con alla guida il papà Giovanni Alessio (scomparso prematuramente nel 2013 mentre era in carica) e poi con quella uscente del fratello Mario. Quale eredità di suo padre, sindaco di Foza per cinque volte, porta nella sua lista? «Mio padre mi ha sempre insegnato a pensare prima di parlare, di rispondere il giorno dopo, di dimenticare vecchi rancori e di essere onesto. La sua attività politica è sempre stata improntata sul cercare l’equilibrio, l’accordo tra le parti, di perseguire le soluzioni semplici. Non è sempre facile ma se si vuole lavorare bene serve l’apporto di tutti e quindi l’armonia nella comunità». Perché in questa tornata elettorale a Foza c’è stata una disaffezione della politica, con la necessità di creare una lista di supporto? «Inizialmente sembrava che, oltre la mia lista, dovessero essercene altre due. La prima presentata da un movimento della pianura non era però in regola con tutti i documenti e la seconda, elaborata dall’opposizione uscente, ha trovato difficoltà nel reperire persone. Io stesso ho faticato a completare la lista di candidati consiglieri. Forse la gente ha compreso quanta fatica si faccia ad amministrare e quali sacrifici comporti questo impegno, soprattutto in una realtà piccola come la nostra». Come è composta la lista “Vivere Foza”? «È un connubio tra esperienza e forze fresche, nella quale assieme a componenti della precedente maggioranza si sono messi a disposizione molti giovani volonterosi, pronti a mettersi in gioco per il paese». Foza è stata colpita duramente dalla tempesta Vaia di ottobre: quali sono gli interventi urgenti da compiere per risollevare il territorio? «Il bilancio di Foza dipende molto dal patrimonio, ovvero legname e malghe. Già quest’anno ci sono problemi di cassa per la mancata assegnazione di tre malghe danneggiate dalla tempesta. Quindi è essenziale completare il loro ripristino. Per quanto riguarda i boschi, quelli comunali sono forse i più difficili da lavorare sull’Altopiano, trovandosi in zone impervie. Ci sono aree che non vengono tagliate da settant’anni. Il mio auspicio è che da questo disastro ambientale si riescano finalmente a reperire i fondi necessari per realizzare nuove strade silvopastorali che serviranno non solo per l’esbosco nelle zone più difficili da raggiungere ma anche per la prevenzione degli incendi boschivi». Quali altre opere servono a Foza? «Ci sono una serie di opere già assegnate e finanziate che bisogna portare a compimento. Inoltre dobbiamo volgere l’attenzione alle 49 contrade intervenendo con asfaltature, migliorando l’illuminazione pubblica, fornire agli abitanti delle contrade gli stessi servizi di chi vive in centro al paese e ideando un servizio di trasporto, soprattutto per gli anziani. Infine bisogna assolutamente trovare degli accordi con i proprietari delle zone incolte: l’immagine turistica dipende anche da questo. Stiamo infatti studiando cosa hanno fatto altre zone montane per questo problema, in particolare nella provincia di Bolzano, sperando di trovare qui da noi la stessa disponibilità e la stessa sensibilità degli altoatesini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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