CHIUDI
CHIUDI

10.07.2019

Melagon, nuova indagine sui rischi

L’ex discarica del Melagon è da sempre al centro di grossi timoriL’assessore all’ambiente Monica Gios
L’ex discarica del Melagon è da sempre al centro di grossi timoriL’assessore all’ambiente Monica Gios

L’Amministrazione comunale di Asiago fa le radiografie all’ex discarica Melagon per capire se ci sono situazioni di rischio. Da tempo l’ex discarica è al centro di parecchi timori perché la struttura si trova esattamente sopra le Grotte di Oliero, ovvero uno dei bacini acquiferi più importanti d’Europa e che fornisce acqua a decine di Comuni. Lo stesso Altopiano, nei momenti di siccità o di grande afflusso turistico, si approvvigiona di acqua potabile dalla grotta di Oliero attraverso una stazione di pompaggio all’avanguardia. Ora che la discarica è stata chiusa, il Comune vuole capire in pratica se, con il passare degli anni, potranno sorgere problemi per la sicurezza dei cittadini e per l’ambiente. E così ha incaricato l’Università di Padova di effettuare un’indagine conoscitiva attraverso un’indagine geoelettrica 3D del volume della discarica e del sottosuolo al di sotto di essa. Gli studiosi dovrebbero essere in grado di stilare una valutazione della stabilità della zona e indicare al Comune le eventuali azioni da intraprendere, ovvero procedere con la ricerca di fondi per la bonifica o semplicemente proseguire con un attento controllo. Tra i più strenui oppositori della discarica c’è l’attuale assessore all’ambiente di Asiago, Monica Gios, che già quando sedeva tra i banchi della minoranza aveva più volte sollevato la questione. «La discarica è stata dichiarata chiusa alla fine del 2018 – illustra – quindi a Melagon non verrà conferito più niente. Sono già stati svuotati i capannoni dalle polveri dello spazzolamento dell’autostrada Bologna – Firenze e nell’autunno scorso hanno iniziato la copertura finale. Se da una parte questa definitiva chiusura ci assicura che null’altro finirà nell’ex cava di marmo, è anche vero che “la bruttura” viene rimossa solo visivamente ma i potenziali pericoli rimangono. Io resto convinta della necessità di bonificare la discarica ma prima bisogna trovare i finanziamenti». La discarica era stata costruita nel 1999, in piena emergenza rifiuti. Nonostante la contrarietà espressa da varie associazioni, tra cui il gruppo speleologico dell’Altopiano, che la ritenevano non compatibile con le caratteristiche idrogeologiche della zona, si è proceduto alla sua costruzione anche a fronte del prossimo esaurimento della discarica Baktall di Gallio. Il fondo della discarica è stato realizzato raddoppiando i parametri di impermeabilizzazione rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente dell’epoca. «Purtroppo – continua l’assessore Gios – l’attività di cava che ha preceduto la realizzazione della discarica ha assottigliato le dimensioni della roccia. L’attività di scavo di una seconda cava di marmo nella zona ha ulteriormente indebolito il sottosuolo roccioso, tanto che il Comune nel gennaio di quest’anno ha emesso un’ordinanza per fermare i lavori di scavo e vietarne l’accesso dopo che una relazione geologica–geomeccanica ha confermato che lo spessore residuo di roccia tra cava e tetto della grotta sottostante era molto sottile. L’indagine commissionata all’Università di Padova - conclude l’assessore Monica Gios - andrà proprio a verificare lo spessore della roccia che si trova direttamente sotto la discarica». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Oltre al turismo quale potrebbe essere la chiave per lo sviluppo dell’Altopiano?
ok