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13.08.2019

Lupi, nuovi recinti a Campocavallo

Il doppio recinto elettrificato nella malga già duramente colpitaLa predazione in Marcesina
Il doppio recinto elettrificato nella malga già duramente colpitaLa predazione in Marcesina

Cinque lupi che si aggirano per la Piana di Marcesina stanno provocato grande apprensione tra i malghesi. Un assedio che ieri mattina verso le 4 ha portato alla predazione di una manza nella malga Primo Lotto Marcesina, gestita da Matteo Dalla Palma. Non solo. Dopo un periodo di relativa calma il fine settimana ha visto numerose incursioni da parte dei lupi attorno alle malghe, che solo la costante vigilanza dei malghesi ha permesso di contenere. Dalle testimonianze raccolte dal sindaco eneghese Ivo Boscardin, pare che il branco fosse particolarmente affamato e continuasse ad aggirarsi attorno alle varie mandrie. «I malghesi hanno intrapreso una lotta continua contro il branco - racconta Boscardin -. Per tutta la notte, per più notti, hanno inseguito il branco per cacciarlo dai pascoli. I lupi però continuavano ad avvicinarsi alle mandrie fino alla triste conclusione di ieri mattina». Sulla questione interviene l’associazione Lav sottolineando, attraverso il responsabile animali selvatici Massimo Vitturi, che «La Regione è la prima responsabile delle predazioni. I fondi destinati all’acquisto di cani e recinzioni è insufficiente se non affiancata da una struttura operativa che sostenga l’installazione dei sistemi di prevenzione». Proprio in questa ottica rientra l’intervento regionale a malga Campocavallo, dove sono stati installati 600 metri di recinzione e 2400 metri di filo elettrificato a protezione del gregge di Denis Cortese dopo l’attacco avvenuto del 31 luglio, che ha provocato la morte di 43 ovini. Le indagini hanno concluso che le pecore erano sì rinchiuse in un recinto elettrificato, recinto che però non rispettava i parametri minimi di elettrificazione. Quindi i tecnici regionali, assieme ai volontari della sezione “grandi carnivori” del Cai, hanno installato recinti nuovi portando a otto gli interventi di tutela sull’Altopiano della Direzione agroambiente regionale. «Abbiamo creato un perimetro per il ricovero notturno delle pecore – illustra Emanuele Pernechele, responsabile dell’unità regionale distaccata sull’Altopiano – con all’interno un recinto mobile. Un doppio recinto per evitare sia che i lupi si avvicinino alle pecore sia l’effetto trappola che uno spazio chiuso può creare in un gregge impaurito». La Regione Veneto ha fornito reti, pali in vetro resina, filo elettrificato ed elettrificatore con pannello solare in comodato d'uso gratuito fino al termine della stagione. L’allevatore invece si è procurato la batteria e ha messo a disposizione i pali di legno. «Di fronte alla minaccia arrecata dal lupo alle attività di pascolo all’aperto - dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan - la Regione sta assicurando non solo il pieno indennizzo dei capi ma soprattutto pronta assistenza ad allevatori e pastori. In 8 casi su 10 gli attacchi del lupo hanno preso di mira bestiame privo di protezione oppure contenuto in recinti inefficienti o realizzati in modo inadeguato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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