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17.06.2019

Lo studio sulla salute diventa un master

Un incontro dell’Osservatorio Salute Altopiano
Un incontro dell’Osservatorio Salute Altopiano

Lo studio universitario sulla salute degli altopianesi sposta l’attenzione anche verso il vicino Trentino e diventa un master. L’attività di monitoraggio è stata avviata nel 2013, quando alcuni docenti universitari a registrare e poi ad analizzare i dati sulla salute degli altopianesi, dati raccolti quando l’Altopiano aveva la propria Ulss territoriale. Lo studio dei dati ha fornito uno spaccato preciso di “come stanno” i residenti dell’Altopiano, facendo emergere poche differenze tra pianura e montagna, conclusione che ha destato ancora di più la curiosità, visto il basso tasso di inquinamento e le condizioni di vita più salubri. Dal primo studio è sorta l’associazione “Osservatorio Salute Altopiano”, per proseguire il lavoro d’indagine, integrandolo con informazioni fornite dall’Ulss di Bassano, nella quale era confluita l’Ulss 35 Altopiano. Per continuare lo studio però serviva creare un modello epidemiologico, poi tema di un master interdisciplinare del Dipartimento di igiene dell’Università di Padova. «Con l’aggregazione dell’utenza sanitaria in strutture amministrative sempre più ampie, si rischia di perdere il rapporto stretto tra salute e comunità - spiega il prof. Lorenzo Simonato, il docente universitario che ha diretto il master -. Per effettuare e proseguire l’analisi dei dati sanitari degli altopianesi serviva creare un metodo sia medico-scientifico sia statistico. Lo scopo non è solo quello di avere un quadro generale della salute degli altopianesi ma formulare azioni preventive per migliorare o quantomeno mantenere lo stato di salute della comunità». «Il fatto di allargare sempre più la base di utenza rischia di far “scomparire” quelli inerenti una determinata comunità, eventualità che il nostro studio cerca di evitare - prosegue Simonato -. È un approccio innovativo, unico del suo genere in Italia, che sta riscontrando l’interesse anche in altre zone d’Europa. Il nostro prossimo obiettivo è quello di ampliare lo studio alle popolazioni di Luserna, Lavarone e Folgaria. La provincia autonoma di Trento si è resa disponibile a collaborare e a fare in modo di poter avere accesso ai dati dei residenti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

G.R.
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