CHIUDI
CHIUDI

15.11.2019

L’albero di Natale in volo per il Vaticano

Il maestoso abete scelto dal VaticanoIl trasporto a Valdastico
Il maestoso abete scelto dal VaticanoIl trasporto a Valdastico

Il Natale porterà l’Altopiano di Asiago in tutto il mondo. È iniziato ieri il viaggio del maestoso abete scelto per addobbare il Vaticano in vista delle festività. La donazione, proposta dalle Amministrazioni comunali, è stata accolta con favore dal Consorzio di usi civici di Rotzo, Pedescala e San Pietro ed è la prima del genere per il Veneto e durante l’estate un funzionario dei giardini vaticani è salito nei boschi altopianesi per individuare le piante adatte. Si sono trovati in tanti ieri mattina in località Trugole vicino al centro fondo Campolongo di Rotzo per augurare “buon viaggio” all’abete rosso. Rappresentati dei Comuni di Rotzo e di Valdastico, guardie del Consorzio usi civici, vigili del fuoco di Asiago, carabinieri e carabinieri forestali assieme ai volontari della protezione civile di Roana hanno atteso ore a temperature sotto zero per accogliere il grosso elicottero CH-47 Chinook del 3° Reggimento elicotteri di Viterbo che ha trasportato l’albero a Valdastico dove sarà poi sistemato su un camion per trasporti eccezionali che lo porterà alla sua destinazione finale. «È una soddisfazione incredibile per tutta la comunità che un nostro albero sia stato scelto per il Natale del Papa - commenta il sindaco rotzese, Aldo Pellizzari -. Un particolare ringraziamento va anche al centro fondo Campolongo che ci ha preparato, con un preavviso brevissimo, i tracciati per i mezzi per raggiungere la zona dell’atterraggio dell’elicottero». L’albero è un magnifico esemplare di abete rosso alto 26 metri con diametro di 70 centimetri. «Era maturo, non sarebbe cresciuto ancora e con il tempo sarebbe andato incontro a un lento ma inesorabile degrado. Che un albero nostro, vicentino e veneto, possa adornare piazza San Pietro credo sia non solo un motivo di orgoglio ma anche un gesto simbolico a ricordo dei Caduti della Grande Guerra e più recentemente della distruzione portata da Vaia. In sostituzione delle piante rimosse verranno ripiantati 40 abeti». Così il deputato vicentino Erik Pretto: «Un dono prezioso e particolarmente simbolico, dato che l'abete proviene da quella terra che appena un anno fa è stata colpita duramente dalla tempesta Vaia. Un simbolo della generosità dei veneti, che sanno sempre rialzarsi in piedi per contribuire al progresso della nostra società». La generosità nella donazione però porta anche un altro atto di generosità. Il grande abete raggiungerà infatti il Vaticano senza alcun costo grazie all’altruismo della società Autotrasporti F.lli Pulvini snc di Noventa Vicentina, che fornirà gratuitamente mezzi e personale. Il titolare, Stefano Pulvini commenta: «Abbiamo condiviso fin da subito l’entusiasmo dei promotori dell’iniziativa. Contiamo di poter martedì, mercoledì saremo a Roma e giovedì alle 7 del mattino è prevista la sistemazione a San Pietro». La tradizionale accensione dell'albero di Natale avverrà il 5 dicembre alle 16,30. Oltre all’albero della piazza centrale, che sarà visto da milioni di persone collegate in mondovisione durante l’Angelus natalizio, altri alberi saranno allestiti nei musei, nell’appartamento privato di papa Francesco e nelle stanze del papa emerito Benedetto XVI che, quando era ancora cardinale Ratzinger, aveva passeggiato tra i boschi altopianesi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
Correlati

Articoli da leggere

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1

Sondaggio

Oltre al turismo quale potrebbe essere la chiave per lo sviluppo dell’Altopiano?
ok