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06.12.2019

Il ricordo contro l’orrore della guerra

L’ingresso delle sei cassette con i resti dei soldati al sacrario del LeitenLa cerimonia religiosa
L’ingresso delle sei cassette con i resti dei soldati al sacrario del LeitenLa cerimonia religiosa

Dopo cento anni hanno trovato finalmente riposo assieme ai loro connazionali all’interno del Sacrario militare del Leiten ad Asiago. Sei caduti della Grande Guerra, quattro italiani e due austriaci rinvenuti nei boschi altopianesi, portati alla luce dalla tempesta Vaia, mercoledì mattina sono stati tumulati nel Sacrario altopianese, aggiungendosi agli oltre 54 mila già presenti nel monumento di Asiago. Nello specifico i caduti italiani sono stati ritrovati a Monte Colombara e sul Monte Zebio di Asiago, in località Melette Davanti a Gallio e infine in località Calfaide Monte Trappola di Vallarsa (Tn), mentre i caduti austroungarici sono stati rinvenuti uno sulle Melette di Gallio e l’altro ai Castelloni di San Marco ad Enego. Sei soldati, sicuramente giovani, ora riposano nel Sacrario del Leiten purtroppo senza nome o indicazione di provenienza: solo alcuni frammenti della divisa o della buffetteria hanno reso possibile l’identificazione della loro nazionalità. A loro comunque sono stati riservati tutti gli onori militari con un picchetto formato da alpini, avieri e carabinieri e il silenzio suonato dalla Fanfara della Brigata "Pozzuolo del Friuli". All’ingresso al Sacrario le sei cassette avvolte dalle loro bandiere contenenti le spoglie dei soldati sono state adagiate con delicatezza ed evidente commozione dagli alpini in armi. Dopo la messa celebrata in ricordo di tutti i Caduti, con la partecipazione degli alunni dell’Istituto comprensivo “Patrizio Rigoni” e dalle associazioni d’arma e combattentistiche italiane insieme alla Croce Nera austriaca, la cerimonia è proseguita alla Loggia dei Caduti, sotto il municipio asiaghese. «Abbiamo voluto una cerimonia specifica per evitare che si potesse dimenticare quanto è avvenuto solo cento anni fa - ha spiegato il comandante delle Forze Operative Nord, il generale di Corpo d'armata Amedeo Sperotto -. La storia viene fatta dagli uomini, se si dimenticano gli uomini si rischia di perdere il significato di quanto è successo. Una storia fatta di sacrificio ma anche di coraggio di coloro che hanno combattuto per un’ideale, per la bandiera, per ubbidienza, ma che hanno comunque contribuito ai sentimenti che hanno poi gettato le basi per la nostra Nazione oggi». «Non solo Nazioni: la stessa Europa è stata forgiata su questi monti - ha aggiunto il presidente della Croce Nera d'Austria, Peter Rieser -. Cento anni fa ci si combatteva, oggi le nostre popolazioni sono legate da forte amicizia, chiaro esempio dell’inutilità della guerra». Un “dovere di ricordare” che ha portato l’Onorcaduti a volere la presenza dei giovani altopianesi alla cerimonia, come ha illustrato il commissario generale per le Onoranze ai Caduti, generale di divisione Alessandro Veltri. «Dobbiamo promuovere la conservazione della memoria tra i giovani contrastando il disinteresse che possa sorgere dopo un secolo. Ricordi finora tramandati coi racconti di chi ci ha preceduto e che ci impegnano a nostra volta a tramandare». «Il bosco continua a restituirci caduti – ha concluso il sindaco di Asiago, Roberto Rigoni Stern –: un monito per tutti noi a lavorare sempre per la pace affinchè non si ripetano gli errori del passato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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