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14.05.2019

«Dopo 15 anni serve una guida nuova»

Il candidato sindaco Alessandro Gatti nel suo studioUna veduta del municipio di Asiago
Il candidato sindaco Alessandro Gatti nel suo studioUna veduta del municipio di Asiago

«Avere il coraggio di cambiare». L’invito agli asiaghesi, che è quasi uno slogan, arriva dal candidato sindaco della lista “Dì Asiago”, Alessandro Gatti. Il commercialista, 60 anni, nell’esporre il suo programma punta soprattutto a “scalzare” l’attuale lista di maggioranza in carica da quindici anni per portare avanti idee nuove e fresche. Cosa volete cambiare? «Vogliamo cambiare la mentalità, il modus operandi. Vogliamo che Asiago sia di tutti perché ci siamo accorti che non siamo tutti uguali dinnanzi all’Amministrazione: ci sono figli e figliastri che hanno spaccato il paese in due. Invece amministrare significa fare l’interesse del bene comune». Sono accuse pesanti... «Più che accuse, parlo di atteggiamenti, dati dal sistema maggioritario che “regala” il potere assoluto alla lista vincente. Così l’azione di controllo, critica e proposta della minoranza viene azzoppata». Quali sono le urgenze da affrontare subito per Asiago? «Recuperare le strade e i marciapiedi. Ripristinare il legame con le contrade e la frazione Sasso, così come con le istituzioni provinciali e regionali. In questi anni abbiamo visto tanti soldi arrivare ad Asiago attraverso i fondi di confine e i finanziamenti statali e regionali ma non sempre sono stati spesi bene: si è puntato soprattutto su grandi opere piuttosto che sulle esigenze della popolazione. Inoltre serve accelerare il ripristino del patrimonio boschivo e, nello stesso tempo, rivedere il patrimonio immobiliare comunale in disuso o mal utilizzato. Penso alle ex scuole elementari di via Matteotti: una struttura occupata parzialmente dal distretto sanitario ma per il resto, con la chiusura degli uffici del giudice di pace, vuoto e in decadenza. Perché non sistemarlo per dare spazio alle tante associazioni del territorio?». Il turismo resta il principale volano economico per Asiago. «Senza dubbio, ed è per questo che riteniamo che necessario creare un’organizzazione professionale di gestione di grandi eventi sia sportivi sia di spettacolo che portino il nome di Asiago in Italia e nel mondo. Un veicolo certamente costoso ma di grande impatto per l’immagine turistica. Gli investimenti sul settore neve andavano fatti ma bisognava anche pensare ad altri mercati turistici sia estivi sia invernali. Questi piani di riammodernamento degli impianti, quando saranno terminati, saranno già vecchi perché i progetti hanno 7-10 anni per le tante questioni burocratiche a essi legati. Proprio per questo serviva una visione più lungimirante, tramite il confronto coi principali “stakeholders” del settore». In questa tornata elettorale ha dovuto constatare il passaggio nell’altra lista di due suoi collaboratori, Monica Gios e Carrado Paganin. «È stata una cosa che ho dovuto metabolizzare lentamente, non si fa così. Il modo con cui hanno scelto di cambiare “bandiera” mi ha rattristato. Dopo 5 anni insieme sui banchi dell’opposizione, Monica Gios ha giustificato la sua scelta sostenendo che, qualora io fossi diventato sindaco, mi sarei rifatto sugli amministratori precedenti per la causa di risarcimento danni promossa da alcune società immobiliari contro il Comune. In realtà il sindaco in questo non ha alcun potere e sarà la Corte dei Conti a determinare colpe e risarcimenti e chi li dovrà eventualmente pagare. Paganin invece aveva sostenuto che non intendeva rimettersi in gioco e poi l’ho trovato nella lista avversaria. Sarebbe stato meglio, da parte di entrambi, solo un po’ di sincerità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gerardo Rigoni
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