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22.09.2019

«Autonomia e la sanità vince la sfida»

L’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin    al convegno del Summer  School  a GallioI  medici Telesca e Magi, il consigliere  Vellar e l’assessore Mosele
L’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin al convegno del Summer School a GallioI medici Telesca e Magi, il consigliere Vellar e l’assessore Mosele

Il futuro della sanità pubblica tra medici di medicina generale che chiedono un ruolo più incisivo e medici ospedalieri che invocano maggior risorse. Se n’è discusso sull’Altopiano in un confronto a distanza tra Gallio, che ha ospitato il Summer School di Motore Sanità con dirigenti medici, politici e amministratori asl che hanno discusso della sanità italiana, e Roana, dove il sindacato Fimmg dei medici di medicina generale ha dato il via a un tour nazionale per sensibilizzare sulle possibilità che le nuove tecnologie possono dare ai medici di base. Al Summer School il confronto è su una sanità nazionale diversa dall’attuale. I dirigenti medici intervenuti hanno sottolineato come l’invecchiamento della popolazione, l’innovazione terapeutica e diagnostica, e il loro impatto sul sistema sanitario, obbliga a una rivisitazione della politica del farmaco e da un accesso governato per i dispositivi medici e della tecnologia oltre che a una trasformazione dell’aziendalizzazione attuale. Una sfida tra sostenibilità e innovazione che l’assessore alla sanità veneta Manuela Lanzarin ritiene risolvibile con l’autonomia sanitaria. «Oggi, - ha spiegato- esiste una sanità a due velocità. Per alzare il livello qualitativo siamo convinti che maggiore autonomia, e quindi l’esercizio pieno delle competenze regionali in questa materia, responsabilizza e avvicina le decisioni ai veri problemi e rende più efficace il sistema». «In Italia abbiamo lo stesso numero di medici della Germania e un numero maggiore rispetto a Francia e Inghilterra mentre gli infermieri in Italia sono 5 per mille contro una media europea dell’8 per cento – ha illustrato il direttore generale della sanità veneta, Domenico Mantoan. - Un modello che rende il nostro sistema assistenziale più in sofferenza. Altro discorso i medici ospedalieri. Se spostiamo l’assistenza sul territorio dobbiamo rivedere la figura del medico ospedaliero che non può lavorare da solo. Il contratto è costruito su una logica vecchia dove un medico viene assunto a 32 anni e guadagna 2.200 euro per 25 anni con turni massacranti mentre in Francia e Germania guadagna 4.500 euro netti dal primo mese. Bisogna adeguare il numero delle borse di studio ai medici che servono invece di avere medici laureati non specializzati bloccati». Una parte della soluzione, è il messaggio che arriva da Roana, sono i medici di medicina generale secondo il Fimmg che, con il tour “Adesso Basta”, reclama il proprio ruolo. «Non vigliamo più essere visti come semplici compilatore di ricette – commenta il dottor Massimo Magi, segretario regionale del Fimmg. - Le nuove tecnologie permettono di creare un presidio sanitario dislocato nell’ ambulatorio di paese sia per controlli diagnostici sia per i consulti. Così sgravano gli ospedali prevenendo l’urgenza. Messaggio che la cittadinanza ha recepito chiedendo informazioni su come possa il loro medico dotarsi di queste innovazioni tecnologiche». I medici di medicina generale, in quanto liberi professionisti convenzionati, dovrebbe sostenere la spesa. Come spiega Magi, «i costi sono ridotti, attorno ai 50-100 euro a strumento; poi attraverso un app il medico può tenere il paziente sotto controllo. Essenziale per zone isolate». «Il costo della sanità sono gli ospedali – aggiunge il dottore Vincenzo Telesca. – L’impossibilità del medico di poter agire sul proprio paziente provoca i lunghi tempi d’attesa per visite specialistiche mentre con una dotazione come quella elaborata dal progetto “Studio medico 3.0” di Fimmg si può dare una risposta concreta alle esigenze assistenziali a beneficio dei bilanci sanitari». •

Gerardo Rigoni
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