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13.09.2019

Attacchi dei lupi
Questione
davanti alla Ue

ALTOPIANO. Aumenta la conta degli animali d'alpeggio predati sull'Altopiano. Con altri quattro animali uccisi negli ultimi giorni dai lupi, la transumanza di fine settembre viene vista oramai dai malghesi come una liberazione e non, come tradizione vuole, un arrivederci alla montagna. A cavallo del fine settimana una manza è stata predata a malga Verde in Val Lastaro nel territorio di Lusiana Conco mentre il giorno dopo un'asina e un vitello sono stati uccisi dai lupi sulle Melette di Gallio, l'una nei pascoli della malga Meletta davanti e l'altra nell'alpeggio di malga Meletta di mezzo. L'ultima predazione, un vitello, risale l'altra sera sul Monte B, a nord di Asiago. Sono oltre 150 le predazioni avvenute sull'Altopiano da metà giugno e che vede accrescere sempre più le tensioni tra allevatori ed istituzioni. Gli allevatori veneti, assieme ai colleghi dell'arco alpino, si sono da tempo riuniti nel gruppo "Salviamocappuccettorosso", gruppo cui aderiscono anche persone del mondo venatorio, politico e sociale con l'intento di salvare l'allevamento e l'alpeggio, il turismo e la sicurezza pubblica dall'aumento incontrollato del lupo. Da qualche giorno il gruppo sta infatti valutando se intraprendere un'iniziativa legale: ogni allevatore colpito da predazione deposita un esposto alla Procura di competenza raccontando i fatti e chiedendo di perseguire i reati che eventualmente ravvisasse. L'obiettivo è che così facendo qualcosa si muova visto che, secondo molti allevatori, lo Stato in primis non sta prendendo sul serio il problema. Un problema che non è solo altopianese; sono molte le regioni italiane ed europee che chiedono una rivisitazione dello status di protezione del lupo. Nel vicino trentino la presidenza della Provincia autonoma intende dare una stretta alla fauna selvatica mentre a Belluno il Prefetto ha indetto un tavolo tecnico con i sindaci bellunesi per discutere di grandi predatori e pubblica incolumità. A Bruxelles l'eurodeputato bassanese Mara Bizzotto (Lega) ha depositato un'interrogazione (a fronte dei 575 capi di bestiame uccisi, feriti o dispersi tra Veneto e Trentino nel 2018) chiedendo «se si procederà alla revisione dello status di specie protetta del lupo e se la Commissione europea individuerà con urgenza nell'Ue delle aree ad alta intensità zootecnica che devono essere precluse al lupo per consentire il proseguimento di attività non compatibili con la presenza del grande carnivoro».

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