Ulss 7

Allarme guardia medica: si licenziano 12 dottori

Medici impegnati nel servizio di continuità assistenziale: dopo la decisione dell’Ulss 7 di centralizzare la maggior parte delle guardie mediche nei tre ospedali di Bassano, Santorso e Asiago, «per contenere i gravi disagi dati dalla carenza di personale», almeno 12 medici hanno presentato le dimissioni, che saranno effettive dal prossimo 1° febbraio. «Non ci hanno mai coinvolto in nessuna scelta - spiegano alcuni degli operatori sanitari -, nemmeno dopo i solleciti arrivati dal nostro sindacato. La decisione è stata calata dall’alto, siamo stati informati a giochi praticamente fatti. Tutti quelli di noi che hanno presentato le dimissioni hanno immediatamente avuto offerte da altre Ulss che vivono le stesse difficoltà e le accetteremo senza ripensamenti». Le dimissioni sono state inviate via pec alla direzione dell’azienda Pedemontana già dallo scorso lunedì. Sono state firmate principalmente da medici del Distretto 1 Bassano, che risentono di più dei cambiamenti: «Gli unici che non si sono dimessi in blocco - affermano i medici del servizio di continuità - sono i colleghi di Enego e Asiago, perché questa stretta di fatto non tocca in maniera particolare il loro lavoro e la loro organizzazione, mentre per noi inficia anche la partecipazione ai tirocini della specializzazione. Per chi ad esempio era impegnato a Marostica, Rosà, Bassano, Lusiana-Conco e Valbrenta cambia tutto. Non è una questione economica, ci hanno offerto un aumento di stipendio: il problema è proprio legato al fatto che il nuovo servizio non ci consente di svolgere i nostri compiti . E nessuno ci ha mai chiesto un incontro». I portavoce della protesta incalzano: «Al San Bassaino ci hanno comunicato solo all’ultimo momento la sede, che trova spazio nei locali dell’ex Urp, ora spostato a Marostica, e ci hanno detto di passare a prendere le chiavi in portineria. Il nostro ruolo e la nostra professionalità meritano rispetto. Non torneremo sui nostri passi. Se l’obiettivo era quello di reperire nuovo personale anche per riaprire i centri di continuità assistenziale minori, è fallito». L’Ulss 7 non ci sta e replica: «L’attenzione e la disponibilità sono sempre state massime. Il progetto di riorganizzazione è stato discusso in un incontro con il comitato tecnico di continuità assistenziale dove, insieme ai rappresentati dell’azienda, erano presenti anche i rappresentati dei sindacati dei medici di continuità. Proprio in occasione di questo incontro è stato concordato con questi ultimi di incrementare il compenso dei medici impegnati nel servizio, equiparandolo a quello dei medici Usca e dei medici di pronto soccorso per i codici minori. L’azienda si è interessata attivamente anche alle soluzioni di questioni logistiche che risultassero penalizzanti per i medici, ad esempio facendo da tramite con l’amministrazione comunale di Arsiero che ha messo un appartamento a disposizione degli operatori».