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22.08.2019

«Un flirt con beffa Spillati all’operaio quasi 50 mila euro»

Uno scorcio dell’esterno del palazzo di giustizia di VicenzaUna pattuglia dei carabinieri durante un servizio di controllo
Uno scorcio dell’esterno del palazzo di giustizia di VicenzaUna pattuglia dei carabinieri durante un servizio di controllo

Lei, ieri nell’interrogatorio di garanzia, ha negato tutto. Ma per ora resta ai domiciliari. I carabinieri della stazione di Arzignano hanno arrestato Genny Lauricella di 37 anni, già nota alle forze dell’ordine, con l’accusa di circonvenzione di incapace. Un’accusa che, dopo le indagini che sono state coordinate dal pubblico ministero Gianni Pipeschi, ha fatto scattare la misura cautelare nei suoi confronti. Stando alle risultanze investigative dei militari dell’Arma della città del Grifo, la donna - difesa dall’avvocato di fiducia Mario Allegra ma nell’interrogatorio di ieri sostituito per l’occasione dall’avvocato Nicola Guerra - avrebbe tratto beneficio da una frequentazione con un operaio di Arzignano. L’ACCUSA. Secondo il quadro investigativo, con verifiche che si sono susseguite per poco meno di un anno, sarebbe riuscita a entrare in possesso dello stipendio mensile dell’operaio e di quanto contenuto sul suo conto bancario. Importi che poi, sempre secondo le risultanze investigative, sembra siano stati utilizzati per spese varie da Lauricella. A lei sarebbe stato imputato anche un episodio relativo a un finanziamento, di cui i carabinieri hanno analizzato vari aspetti. Tutte operazioni che, ad un certo punto, hanno fatto insospettire la famiglia dell’operaio che pare si sia vista arrivare a casa solleciti di pagamento da parte di vari creditori. Pagamenti dei quali la famiglia dell’uomo non era assolutamente a conoscenza. Per questo motivo il padre dell’operaio ha sporto querela in caserma. GLI ACCERTAMENTI. L’indagine - che avrebbe accertato un danno di circa 50 mila euro - è stata avviata dopo che all’uomo sono arrivate a casa alcune contravvenzioni per infrazioni legate al codice della strada. Stando ai riscontri investigativi, l’arrestata sarebbe stata supportata da due persone, ritenute suoi complici, che i carabinieri della stazione di Arzignano hanno denunciato al termine delle indagini. I primi accertamenti investigativi da parte dei militari dell’Arma sono stati avviati nell’ottobre dello scorso anno, quando è iniziato il monitoraggio dei prelievi di contante - ritenuti indebiti secondo il quadro accusatorio - e di spese attuate. L’indagine è consistita in una serie di verifiche messe in campo con metodi tradizionali, sia tramite pedinamenti sia con l’ausilio di alcune riprese video, ma anche con accertamenti su sportelli bancomat con sequestro anche di conti correnti aperti nel corso di mesi di controlli. I DOMICILIARI. Il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari è stato adottato dal giudice anche dopo il responso di una perizia psichiatrica nei confronti dell’operaio, non avendo lui stesso sporto denuncia, a differenza del padre che invece si era rivolto ai militari dell’Arma della stazione arzignanese per denunciare situazioni anomale nella gestione delle risorse economiche del proprio congiunto. LA DIFESA. Nell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri mattina, di fronte al giudice per le indagini preliminari Massimo Gerace, Genny Lauricella assistita dal suo legale ha smentito la ricostruzione dell’accusa e ha sostenuto che l’operaio le avrebbe fornito la disponibilità del denaro in modo spontaneo. Ieri il gip ha inviato il fascicolo al pm che ha cinque giorni di tempo per dare il parere considerando che la difesa ha chiesto di revocare gli arresti domiciliari. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarlo Brunori
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