San Pietro Mussolino

Tombe della Rsi profanate a Roma, il sindaco contro l'Anpi: «Agiscono come mafiosi»

La profanazione è stata scoperta al Campo della Memoria di Nettuno che era stato inaugurato nel 1993
La profanazione è stata scoperta al Campo della Memoria di Nettuno che era stato inaugurato nel 1993
La profanazione è stata scoperta al Campo della Memoria di Nettuno che era stato inaugurato nel 1993
La profanazione è stata scoperta al Campo della Memoria di Nettuno che era stato inaugurato nel 1993

Il consigliere comunale di maggioranza di Arzignano Daniele Beschin va all’attacco sui social dopo la profanazione nei giorni scorsi al cimitero romano di Nettuno Campo della Memoria, unico sacrario in Italia dei caduti della Repubblica sociale italiana da dove mani ignote hanno trafugato i resti di alcuni combattenti della X Mas. E il sindaco di San Pietro Mussolino, Gabriele Tasso, rincara la dose: «Hanno pure un’associazione di categoria. Si chiama Anpi. Associazione che rappresenta perfettamente anche i mafiosi, agiscono nello stesso modo contro gli stessi obiettivi», scrive nel suo post su Facebook il primo cittadino che è anche presidente del circolo Alta Valchiampo di Fratelli d’Italia. Parole al veleno, quelle riversate nella rete, che hanno suscitato lo sdegno di Danilo Andriollo, presidente dell’Anpi di Vicenza: «Chi svolge un ruolo pubblico, deve farlo con disciplina e onore, lo dice la Costituzione. Ma in questo caso manca. Ci tuteleremo in tutte le sedi, anche quelle legali».

 

Il post di Beschin che ha dato l’assist a Tasso
Il post di Beschin che ha dato l’assist a Tasso

 

Tutto è nato dal post di Beschin in cui l’ex rappresentante di Forza Nuova eletto con la Lega e ora nel gruppo misto ha scritto: «80 anni fa si nascondevano sulle montagne, cantavano “Bella Ciao” e rubavano i polli, per poi dichiararsi eroi... Adesso profanano nella notte le tombe dei caduti. Siete e rimarrete dei vigliacchi senza un briciolo d'onore né dignità». Un post, chiarisce il consigliere, provocatorio: «Fosse stato profanato un cimitero ebraico o un simbolo della resistenza la notizia avrebbe aperto tutti i telegiornali. Mi sarei aspettato una condanna da parte dell’Anpi». Ma sono le parole del sindaco Tasso a scatenare la bufera. Il quale non esita a rivendicare il suo post e a rincarare: «I partigiani, nella stragrande maggioranza, sono stati condannati all’ergastolo anche se poi non lo hanno scontato per l’intervento dell’amnistia. Un’amnistia che Togliatti non ha certo perorato per salvare i fascisti. Oggi o si volta pagina o si torna sempre al punto di partenza. Ci vuole onestà intellettuale: chi vuol dipingersi come santo, santo non era. Anche nella nostra valle non sono mancate atrocità firmate da partigiani, come quella che racconta lo stesso Giuseppe Marozin, che sparò alla nuca di un 14enne perché temeva andasse a fare la spia. Gli americani sono sbarcati in Sicilia con l’aiuto di Luciano e della mafia».

 

Il commento scritto dal sindaco di S.P. Mussolino
Il commento scritto dal sindaco di S.P. Mussolino

 

Per Andriollo sono parole «inaccettabili come inaccettabile è che provengano da chi ricopre un ruolo istituzionale. Frasi di questo tipo offendono l’intelligenza di chi le pronuncia. L’Anpi è una associazione stimata e apprezzata, che anche nel Vicentino ha rapporti con numerosi Comuni, con i quali organizziamo cerimonie per i nostri caduti durante la Resistenza e la guerra di liberazione. Solo pensare che qualcuno dell’Anpi vada a profanare luoghi e simboli è fuori da ogni pensiero legittimo. Purtroppo i fascisti di ieri e di oggi questo lo fanno. Le partigiane e i partigiani ci hanno insegnato che erano i fascisti ad agire da spie servendosi delle delazioni, aggredendo numerosi il singolo avversario politico. Episodi che accadono anche oggi. Il nostro dovere è tutelare la nostra associazione per ciò che rappresenta e i pochi partigiani ancora in vita».

 

Nel dibattito interviene anche la senatrice Daniela Sbrollini di Italia Viva che bolla come indecenti le affermazioni di Beschin e di Tasso. «Un vomito di parole astiose, irriguardose, che trasformano la storia, che offendono il sacrificio di migliaia di giovani partigiani, che oltraggiano una associazione, l'Anpi, che deve essere difesa dalle volgarità. La profanazione di Nettuno è un atto vergognoso e barbaro». 

Giorgio Zordan

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