Arzignano

Perfora il timpano alla ex durante una lite. Fidanzato condannato insieme al padre

L’avevano ferita, nel corso di una lite, causandole fra l’altro un trauma cranici con la perforazione di un timpano. È quanto ha stabilito il giudice Poi, che ha fronte di una richiesta di condanna della procura ad otto mesi di reclusione, ha inflitto 3 anni ciascuno a padre e figlio: Eligio e Manrico Castagna, rispettivamente di 74 e di 35 anni, entrambi residenti ad Arzignano, sono stati ritenuti colpevoli di lesioni gravi ai danni della ex del figlio, una giovane di 30 anni residente in paese (di cui non citiamo le generalità per la privacy sanitaria), anche se si è poi trasferita. Dovranno anche risarcire quest’ultima, parte civile con l’avv. Luisa Nardi, intanto con 1.800 euro di provvisionale e 3.400 euro di spese, mentre l’ammontare complessivo del risarcimento sarà quantificato dal tribunale civile in un secondo momento. Da parte loro, invece, gli imputati, assistiti dalle avv. Elisa Cecchetto e Fulvia Zini, continuano a negare con forza le accuse e sono pronti a dimostrare la loro innocenza in Appello. Al momento, il giudice ha anche stabilito di mandare gli atti in procura in relazione alla testimonianza della parente Sonia Castagna, affinché il magistrato valuti la genuinità e la verità delle sue parole.

Il movimentato episodio ricostruito in aula era avvenuto ad Arzignano, a casa dell’imputato, il 17 aprile di sei anni fa. In precedenza Manrico Castagna aveva intrecciato una relazione con la giovane, che si era da poco conclusa, evidentemente non in maniera serena. Quel giorno, lei si era recata dal suo ex, probabilmente per regolare qualche conto in sospeso o per prelevare del materiale. In casa, con Manrico, c’era anche Eligio Castagna, ex commerciante, persona stimata e benvoluta.
Stando a quanto emerso al termine delle indagini, coordinate dal pubblico ministero Chimichi, padre e figlio avevano causato una lesione seria alla giovane, che aveva dovuto recarsi al pronto soccorso, con una prognosi iniziale di 10 giorni. Dopo le visite, la diagnosi era stata di perforazione del timpano, colpo di frusta e trauma cranico, con 15 giorni di prognosi, «con permanenza di lieve e verosimilmente irreversibile ipoacusia neurosensoriale selettiva». Un problema all’udito che la vittima si porterà dietro, e che l’aveva indotta all’epoca a sporgere denuncia facendo scattare l’inchiesta. La giovane aveva confermato di essere stata colpita da entrambi nel corso di una lite con l’ex che aveva coinvolto anche il pensionato che aveva preso le parti di suo figlio. 
Una ricostruzione, questa, fermamente osteggiata dalla difesa, che ha invece sottolineato come non vi fosse alcuna prova dell’avvenuto ferimento nel corso della visita della giovane in casa. Per questo padre e figlio, dopo la pesante condanna, sono in attesa di leggere le motivazioni della sentenza per poter poi presentare ricorso contro quella che ritengono una condanna ingiusta. 

 

Diego Neri