Acque del Chiampo

La siccità costa 200 mila euro. Previsti 800 viaggi con autobotti

Verrà a costare 200 mila euro l’approvvigionamento idrico per il periodo estivo utilizzando le autobotti sul territorio, con una previsione di 800 viaggi complessivi per l’approvvigionamento dei serbatoi pubblici rimasti a secco o quasi. Una cifra decisamente pesante, per fronteggiare la crisi idrica ma necessaria per garantire il servizio ai cittadini delle zone che potrebbero, o che già lo sono, rimanere scoperte.

Dal 10 marzo sono già stati effettuati 431 viaggi, corrispondenti ad una spesa di oltre centomila euro. Costi notevoli per le autobotti, che hanno una cisterna di circa 10 metri cubi, ossia trasportano in media 10 mila litri a trasferimento. «Il costo stimato per ogni viaggio è di 250 euro, di cui il costo dell’acqua è una minima parte, al massimo 10 euro. L’acqua viene fatturata a 1 euro al metro cubo, i 240 euro rimanenti sono per il servizio. Il costo dell’acqua è quindi al massimo il 4% della spesa per il viaggio dell’autobotte», fanno sapere da Acque del Chiampo.
Il sistema è sotto stress fin dalla primavera, quando Acque del Chiampo ha iniziato a inviare le autobotti sul territorio. Marzo ha registrato un meno 80% di precipitazioni rispetto alla media degli ultimi 30 anni. Le falde si sono abbassate di 20 metri in certi casi. Per questo la società pubblica che gestisce il ciclo idrico ha anche chiuso 13 fontane pubbliche a Durlo e Campodalbero di Crespadoro, per preservare acqua. Sono costantemente monitorate le sorgenti di Crespadoro, Altissimo, Nogarole e San Pietro Mussolino e le località Conche, Pugnello e Calvarina ad Arzignano.

Diverse le zone colpite dalla mancanza d’acqua, con sorgenti al limite, falde abbassate, serbatoi svuotati. Anche l’alta Valchiampo quest’estate risente della siccità, riducendo drasticamente le capacità di rifornire acqua alla rete. La mancanza della risorsa idrica ha portato Acque del Chiampo a mettere in campo le autobotti che fanno la spola nei diversi comuni. Gli oltre 430 viaggi compiuti fino a oggi, portando migliaia di metri cubi d’acqua dove necessario, hanno contribuito a tamponare le emergenze.
In marzo sono stati compiuti 19 viaggi, ad aprile 97, in maggio 81, in giugno 93 e a luglio sono già 150. A Nogarole sono stati effettuati 120 viaggi, di cui 64 a luglio. A complicare la situazione ha contribuito anche il guasto sulle tubazioni del serbatoio Faldi che alimenta il centro.
Ortomani di Marana di Crespadoro ha necessitato di 119 viaggi, di cui 35 a luglio. I serbatoi di Nogarole e degli Ortomani sono collegati al sistema alimentato dalla Brassavalda, che scende da Marana. Il serbatoio di via Baeti, sopra San Bortolo di Arzignano, ha registrato 102 viaggi (32 a luglio). Altre zone rifornite sono località Vignaga a Chiampo e Pontara Secca ad Arzignano. Il costo stimato per il servizio di autobotti dal 10 marzo a fine agosto sarà di circa 200 mila euro per circa 800 viaggi. I sindaci del comprensorio hanno già emesso ordinanze per limitare l’impiego d’acqua per usi non essenziali, sensibilizzando i cittadini a evitare sprechi e consumi. 

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Matteo Pieropan