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10.11.2019 Tags: Ministero della Pubblica Istruzione , Arzignano , Marco Maggi

Il grido d'allarme
«Chat sul sesso
alle elementari»

Nella foto d'archivio giovani chattano sullo smartphone a scuola
Nella foto d'archivio giovani chattano sullo smartphone a scuola

ARZIGNANO. Scene di violenza esplicita, di sesso, addirittura immagini pedopornografiche: in rete si trova di tutto e il guaio è che spesso queste immagini finiscono negli smartphone anche di chi dovrebbe essere tutelato, come i minori. E non si tratta di casi isolati, come ha avuto modo di constatare Marco Maggi consulente educativo e formatore, già membro della Commissione nazionale sul bullismo del ministero Pubblica istruzione.

 

«Casi ne abbiamo già registrati - dice - anche nell’Ovest Vicentino. C’è anche chi gioca a videogame vietati ai minori di 18 anni, in cui si deve uccidere o in cui ci si muove in ambienti della tossicodipendenza, oppure si va a prostitute: su 22 bambini di una classe di quinta elementare, ben 8 lo utilizzavano. E la cosa che fa specie è che ti rispondo “Cosa c’è di male?». 

 

La questione verrà affrontata in un incontro aperto al pubblico lunedì 11 novembre, dalle 18 alle 22, nell’aula magna della scuola “Fogazzaro” del Comprensivo 1 di Arzignano.
 

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