CHIUDI
CHIUDI

22.06.2019

«Evade Iva e Ires» Sequestrati beni per 330 mila euro

Una verifica compiuta dalla guardia di finanza.  FOTO ARCHIVIO
Una verifica compiuta dalla guardia di finanza. FOTO ARCHIVIO

Ha omesso di dichiarare l'Iva ed ha presentato una dichiarazione dei redditi in maniera infedele. Ne sono convinti i finanzieri della compagnia di Arzignano, che hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal tribunale di Vicenza, finalizzato alla confisca di beni e disponibilità finanziarie intestate a una società, operante nel settore della concia ma da tempo inattiva, e delle disponibilità – anche “per equivalente” – del suo amministratore per un valore complessivo di 334 mila euro. Il provvedimento a carico di Galliano Sartori, 68 anni, residente a Zermeghedo e amministratore della “New Co leather srl” di via Matteucci ad Arzignano, è stato firmato dal giudice Barbara Maria Trenti che ha accolto la richiesta della procura. Le attività investigative che hanno portato al sequestro erano iniziate nel settembre 2017 dalle fiamme gialle del capitano Filippo Forcolin con una verifica fiscale nei confronti della “New Co”. Fin da subito le indagini, come confermato dai finanzieri, avevano palesato gravi anomalie nei valori riportati in contabilità e successivamente fatti confluire nelle relative dichiarazioni dei redditi. La società, infatti, risultava aver dedotto costi afferenti a fatture che, a richiesta dei militari, non erano state esibite da Sartori. Il quale, nei bilanci, aveva indicato come costi passivi delle fatture giunte da un anonimo “fornitore”. Altre somme sono state stornate da note di accredito. Con tale meccanismo la società aveva sottratto a tassazione diverse centinaia di migliaia di euro, con un’Ires (imposta sul reddito delle società) evasa per 174 mila euro e conseguente superamento delle soglie di rilevanza penale: una dichiarazione infedele. La verifica fiscale eseguita dai militari della Guardia di finanza di Arzignano ha consentito, altresì, di appurare anche l’omessa presentazione della dichiarazione Iva che, sulla scorta dei valori ricostruiti dalle fiamme gialle nel corso delle indagini, ha comportato un’evasione di tale imposta pari a quasi 160 mila euro, con superamento anche in questo caso della soglia di rilevanza penale. Gli elementi raccolti, sottolineano i finanzieri, hanno permesso di denunciare l’amministratore della società alla procura, avanzando contestuale specifica proposta di sequestro preventivo finalizzata a porre sotto vincolo cautelare l’equivalente delle imposte evase, come disposto dal comandante provinciale, il colonnello Crescenzo Sciaraffa. Il quadro probatorio portato all’attenzione dell’autorità giudiziaria è stato condiviso dal giudice per le indagini preliminari che ha accolto la richiesta di sequestro preventivo “per equivalente” presentata dalla procura disponendo il sequestro preventivo del profitto del reato nei confronti dei beni e delle disponibilità finanziarie della società e dell’indagato. Di fatto, quello che non ha pagato gli è stato sigillato e, in caso di condanna, diventerà dello Stato a tutela dell’erario. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giorgio Zordan
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1