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19.09.2019

Un super planetario per l’osservatorio

Apre i battenti a Marana il nuovo osservatorio. Ieri il taglio del nastro per la struttura che con 700 mila euro finanziati dai Fondi di confine con il Trentino, ha triplicato il suo volume fino a 1.400 metri cubi. La nuova cupola con telescopio, la sala conferenze, il percorso illustrativo sulla storia dell’astronautica dagli albori fino alla fantascienza, il sipario mozzafiato sulle grotte scoperte durante i lavori, visibili con telecamere mobili. E poi lo spettacolare planetario, largo 7 metri, con 43 posti e una volta di ben 88 metri quadrati di proiezione. Nell’osservatorio di Marana c’è addirittura, da tempo, un sismografo collegato con l’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica, in un territorio classificato di pericolosità media. «Abbiamo trovato un progetto sul tavolo, e ringrazio l’ex sindaco Giampietro Dalla Costa - ha commentato il sindaco Emanuela Dal Cengio-. Bisognava acquisire le aree e iniziare il cantiere. Siamo partiti subito con determinazione. Marana meritava questo osservatorio, dove c’è un valido gruppo che fa ricerca». Un osservatorio che per dimensione è secondo solo a quello di Padova. Il direttore del Marsec (Marana space explorer center) Ivo Peretto ha accolto i sindaci della Valle, il presidente del consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, i consiglieri regionali Nicola Finco (Lega) e Stefano Fracasso (Pd), Matteo Macilotti per la Provincia, il direttore de “Il Giornale di Vicenza” Luca Ancetti e le forze dell’ordine. I bimbi della scuola elementare hanno eseguito brani e recitato poesie. Il parroco Don Federico Matiello ha benedetto la struttura. «Ringrazio le amministrazioni che si sono succedute e il sindaco Emanuela Dal Cengio per avere creduto nel progetto e nella nostra ricerca - ha commentato il presidente del Marsec Flavio Zattera -. Grazie al progettista Giovanni Dalla Costa, a Paolo Mietto del Club speleologico di Vicenza e ai miei colleghi del Marsec». Marsec che ha scoperto 19 variabili, le stelle la cui luminosità apparente cambia nel tempo, tutte registrate a Marana. Un’attività seria, costante e instancabile, sottolineata dalla presenza di Roberto Ragazzoni dell’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica. «Un’opera originale realizzata con fondi che servono per creare strutture di eccellenza - ha detto Roberto Ciambetti - nonostante gli amministratori siano penalizzati da lungaggini». Per Nicola Finco «un punto strategico per il Veneto». «Sia luogo di divulgazione e di riflessione - ha commentato Stefano Fracasso -. Guardando le stelle possiamo pensare al rispetto verso il pianeta». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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