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02.11.2019

Tre fratelli morti in guerra, medaglie dell’Ana

[FIRMA]Quattro fratelli in divisa, sottratti alla famiglia dalla Grande Guerra. A tre di loro il presidente nazionale Ana ha assegnato una medaglia iscrivendoli nell’Albo d’oro dei Caduti. La storia dei fratelli Tadiello di Chiampo testimonia privazioni e sacrifici, insieme a gloria e onore della meglio gioventù di 100 anni fa. Fatti lontani, ma non dimenticati, che interpellano la memoria con l’affacciarsi del IV Novembre. Giovanni, Giuseppe, Antonio, Augusto, figli di Celeste Tadiello e Arsenia Lovato, vennero tutti arruolati. Due di loro non fecero ritorno, mentre uno morì poco dopo in seguito ai postumi. A ricordarne le gesta è Giampietro Vezzaro, un pronipote appassionato di ricerca storica, che ha raccolto documenti e tracce delle loro vicissitudini. Lo fa dopo aver ricevuto le medaglie dalle mani del presidente dell’Associazione nazionale alpini Sebastiano Favero, con iscrizione dei fratelli Tadiello nell’albo dei 529.025 deceduti in guerra, a ricordo del loro sacrificio. «Giovanni (1894–1974) era il più grande. Venne chiamato alle armi come alpino del Battaglione Val Leogra e fu impegnato anche sull’Isonzo», spiega Vezzaro. A fine 1917 il battaglione sarebbe stato sciolto e i superstiti delle compagnie rinforzarono i battaglioni “Vicenza” e “Monte Berico”. Giovanni dopo pochi mesi fu congedato, essendo il figlio maggiore di famiglia numerosa. «Invece, Giuseppe (1895–1916) venne chiamato alle armi l’1 giugno 1915, poco dopo l’entrata in guerra dell’Italia e inviato al 57° reggimento Fanteria Brigata Abruzzi su Cima Caldiera, Cima d’Asta, Monte Mezza e l’alta Valsugana - spiega ancora vezzaro -. Poi trasferito al 158° reggimento della Brigata Liguria, “I Leoni della Liguria”, che si distinsero ottenendo due medaglie d’oro al valor militare. A Caporetto rimase anche in quarantena per una grave epidemia colerica». Il 27 marzo 1916, dopo essere stato gravemente ferito in battaglia, morì all’ospedale di Udine a soli 21 anni. La salma riposa all’Ossario di Udine assieme alle spoglie di altri 25 mila militari. «Antonio (1897–1918) fu chiamato alle armi il 21 settembre 1916, nel 6° Reggimento Alpini, a rimpinguare il dissanguato Battaglione Vicenza. Il 24 maggio 1915 fu sul Pasubio e Cimone, nel maggio del 1916 sparò contro la “Strafexpedition” austroungarica». Poi ancora sul Pasubio e sul fronte isontino sulla Bainsizza. Infine sul monte Fior, e Badonecke. Fatto prigioniero dagli austroungarici, morì il 20 marzo 1918 in Germania. Si trova oggi nel cimitero monumentale Italiano di Bligny. «Augusto (1899–1925), ragazzo del ’99, chiamato alle armi il 4 maggio 1917 a 17 anni, fu nel 71° Reggimento Fanteria Brigata Puglie. Partecipò alla X Battaglia dell’Isonzo. Congedato nel 1919, morì nel 1925 per accertati postumi di guerra». [END]© RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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