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21.03.2019

Storie di emigranti Portinari artista big della tivù brasiliana

Il pittore Candido Portinari figlio di emigranti di Chiampo.  M.P.Cittadinanza onoraria a Joao Portinari, figlio di Candido.  M.P.Il sindaco Macilotti intervistato per il documentario su Portinari.  M.P.
Il pittore Candido Portinari figlio di emigranti di Chiampo. M.P.Cittadinanza onoraria a Joao Portinari, figlio di Candido. M.P.Il sindaco Macilotti intervistato per il documentario su Portinari. M.P.

Rede Globo, la “Rai” del Brasile, approda a Chiampo per scoprire le origini del pittore Candido Portinari. La principale emittente televisiva carioca ha inviato una troupe a Chiampo per realizzare un documentario ripercorrendo le tappe di quello che è considerato il più grande pittore del Sud America, Candido Portinari. Nato nel 1903 da una famiglia chiampese, che nel 1896 partì in cerca di fortuna. L’EMIGRAZIONE. Nel villaggio di Brodowski, Comune dello stato di San Paolo che prende il nome da un ingegnere polacco che ne progettò la ferrovia, la famiglia Portinari lavorava nelle piantagioni di caffè. Un lavoro duro ma gratificante, simbolo di una delle tante storie di emigrazione con protagonisti chiampesi e vicentini in genere. La vocazione per l’arte di Candido Portinari iniziò curiosamente dentro la chiesetta del paese, quando un gruppo di artisti ne stava dipingendo le pareti. Il giovane Candido, attratto da ciò che stava accadendo, fu coinvolto nell’opera occupandosi di dipingere le stelle sulla volta. Da qui iniziò un percorso incredibile che gli riservò soddisfazioni e fama. Ebbe modo di frequentare l’accademia d’arte e, dopo vari soggiorni all’estero e un grande impegno, diventò l’artista più famoso in patria, fino a essere raffigurato addirittura sulla banconota brasiliana dei 5 mila cruzados. Suoi anche i due grandi affreschi “La Guerra” e “La Pace”, ben 14 metri di altezza e 10 di larghezza, che si trovano nel palazzo delle Nazioni Unite a New York, e che papa Francesco ha benedetto nel 2015 in occasione del restauro. IL DOCUMENTARIO. Ora Rede Globo, ammiraglia della tivù brasiliana e principale emittente del Sud America, è giunta a Chiampo per immortalare luoghi, tradizioni e storie, legati alle radici del celebre artista. Il giornalista e conduttore Dirceu Martins ha visitato i luoghi della famiglia Portinari: la chiesa e la casa dove il padre di Candido, Giambattista, partì nel 1896; e poi il centro storico e via Zanella, ma anche i parenti della famiglia. Le riprese effettuate diventeranno parte di un documentario della durata di 45 minuti sull’emigrazione, in particolare italiana, con un approfondimento specifico di circa 25 minuti sulla vita e sulla storia della famiglia Portinari e dell’artista Candido. I QUADRI. «Le sue opere sono apprezzate oggi in tutto il mondo - ha commentato il sindaco Matteo Macilotti -. È una storia da riscoprire e da valorizzare. Legami da rinsaldare. Ci stiamo lavorando». Candido Portinari, così come il figlio Joao, non ha mai dimenticato le proprie radici. Nel 1950 era stato a Chiampo la prima volta incontrando i parenti. Le sue ultime parole, prima di spirare, furono in dialetto della Valchiampo. Joao stesso a Chiampo è ritornato più volte, alla casa del nonno dove è stata posta una targa. LA FONDAZIONE. Il figlio del pittore, docente universitario, ha portato avanti negli anni il messaggio di Candido Portinari con una fondazione omonima, raccogliendone le opere e sviluppando vari progetti soprattutto coinvolgendo i giovani. «Di fatto, spiritualmente ha fatto sempre parte di questa comunità - ha detto ancora il sindaco Matteo Macilotti che gli ha conferito la cittadinanza onoraria - perché con il lavoro svolto in 40 anni di ricerche per raccogliere le opere del padre ha fatto un servizio alla nostra comunità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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