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09.09.2019

Sos lupi scatenati 20 capre sbranate nell’ultimo mese

L’allevatore Mirco Bauce con una delle sue capre.  PIEROPAN
L’allevatore Mirco Bauce con una delle sue capre. PIEROPAN

«In un mese ho perso una ventina di capi. Le ultime due capre, uccise pochi giorni fa». Allarga le braccia tra lo sconforto e la rabbia Mirco Bauce. La sua è la disperazione dei pastori, lo scoraggiamento della gente di montagna che si sente sola, inascoltata. È pesante il bilancio per il 34enne di Campodalbero di Crespadoro. Ha perso nell’arco di poche settimane molte bestie tra pecore e capre a causa delle predazioni dei lupi. Ad agosto 15 pecore nella malga Campocavallo ad Enego. Nello scorso fine settimana, nell’arco di tre giorni, le capre al pascolo nei prati di Campogrosso sono state attaccate tra il Baffelan e il Sengio Alto. Due sono state uccise nella notte sul sentiero che porta al ponte tibetano e altre due sono tutt’ora disperse. Una è stata recuperata dai vigili del fuoco. Altre due sono state ritrovate nelle vicinanze di malga Boffetal dopo lunghe ricerche. «Noi allevatori non ne possiamo più, siamo stanchi - commenta Bauce -. Ci sentiamo abbandonati, dimenticati e nessuno sa dirci veramente come gestire questa cosa. Ci dicono che dobbiamo convivere con il lupo, ma la situazione è questa. Nessuno ci ascolta». L’allevatore è animato da forte passione, fin da bambino. Gestisce capre e pecore al pascolo in varie località, oltre che nella zona dei Rope di Crespadoro dove ha la sede dell’attività. D’estate manda gli animali in Val di Fiemme, sull’altopiano di Asiago e nella zona alta di Recoaro. Una sessantina di capi circa, che si è visto ridurre di un terzo nel solo mese di agosto: una vera ecatombe. «Ho sempre avuto capre e pecore soprattutto per passione e per tenere in vita la montagna - spiega Bauce -. Dopo le recenti predazioni non posso più stare tranquillo, non posso avere recinti troppo lontani perché mi preoccupano gli attacchi dei lupi». Quindici pecore a Enego in una sola volta e ora due capre morte e due perse, è troppo. «Per altre predazioni - conferma - sono stato risarcito con 30 euro, il costo per smaltire la carcassa. Ma gli animali valgono anche 200 euro. Abbiamo anche razze di un certo pregio come la pezzata mochena o la tingola». Il 2 agosto, a Enego, Bauce ha perso in un solo giorno ben 15 pecore, ad appena cinque metri dalla malga Campocavallo, nonostante il recinto elettrificato e i cani da guardia. Venerdì scorso sono state sbranate le due capre lungo il sentiero che porta al ponte tibetano. Domenica ne è stata trovata una terza, fuggita su un costone del Sengio Alto e lunedì l’elicottero dei vigili del fuoco si è alzato in volo per recuperarla, su un terreno roccioso. Le altre due ad oggi sono perdute. «Al di là del risarcimento - conclude -, ci sentiamo poco tutelati. Si perde l’entusiasmo e si è sempre in apprensione. E si avverte anche negli abitanti della zona la preoccupazione per la vicinanza alle case». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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