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17.09.2019

Ora l’osservatorio triplica gli spazi con 700 mila euro

L’osservatorio di Marana si espande e triplica il suo volume. Il taglio del nastro della nuova struttura, di proprietà del Comune di Crespadoro, è previsto domani alle 14. I lavori sono stati possibili grazie ai fondi Odi, fondi per i comuni di confine con il Trentino, a seguito di un concorso del 2011. Si tratta di un milione di euro di cui circa 700 mila per l’ampliamento dell’osservatorio (il resto per una piastra polivalente vicino alle vecchie scuole). Il progetto consegna una struttura di 400 metri quadrati di superficie coperta e 1.400 metri cubi, con un planetario, una sala conferenze, una galleria museo e delle splendide cavità scoperte durante i lavori. Grande soddisfazione viene espressa dal sindaco Emanuela Dal Cengio. «Siamo orgogliosi di aver portato a termine questa grande opera, con un’Amministrazione comunale che era nuova. Così come sulla salvaguardia del territorio e la difesa dell’acqua, con la mia squadra ho puntato subito su questo progetto di alto interesse scientifico. È un sogno che diventa realtà, anche grazie all’apertura da parte di diversi proprietari dei terreni. Un vanto sia per il Comune sia per i cittadini di Crespadoro». La storia dell’osservatorio è lunga, passando per tre sindaci: Giampietro Dalla Costa, Alessandro Mecenero ed Emanuela Dal Cengio. Siamo nei primi anni 2000. «Una domenica mattina in piazza di Marana un compaesano mi ha chiesto consiglio per un posto dove poter ammirare la volta celeste al telescopio - ricorda il geometra Giovanni Dalla Costa, che ha eseguito e curato tutti i progetti fin dall’inizio -. Si pensava ai Gebbani, ma ai Pasquali c’era maggior facilità di accesso con l’auto, considerando anche gli inverni. Grazie alla grande disponibilità di Sergio Bertoldi ci siamo messi su un prato dietro l’albergo Campana. Da lì a qualche tempo si è pensato ad una copertura». Vedendo che la cosa prendeva piede, «è nato il primo progetto con l’Amministrazione comunale». I lavori della prima cupola sono iniziati nel 2005 con un finanziamento della Regione Veneto e in parte del Bim, con un importo totale di 63 mila euro. Il secondo stralcio è stato approvato nel 2006 con 180 mila euro, finanziati dalla Regione e dal Comune, per la costruzione della sala riunioni e anche la terrazza panoramica. L’osservatorio intanto è cresciuto anche dal punto di vista scientifico, per merito del serio e costante impegno messo in campo dall’associazione “Cieli Perduti”, poi divenuta polo di ricerca “Marsec, Marana space explorer center”. Il gruppo ha fatto divulgazione e ricerca, individuando ben 19 nuove variabili mai registrate in precedenza. L’attuale ampliamento, con progetto definitivo del 2015, sostenuto dal sindaco Emanuela Dal Cengio, è stato finanziato con Fondi Odi e in parte dal Bim. «Ci abbiamo sempre creduto - conclude Dalla Costa -. I sacrifici hanno portato ad un risultato incredibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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