CHIUDI
CHIUDI

20.01.2020

«Onori a Dal Molin, eroe di grande valore»

Gli assessori Negro e Bertoli, il sindaco Macilotti e Monchelato.  M.P.
Gli assessori Negro e Bertoli, il sindaco Macilotti e Monchelato. M.P.

Sotto un cielo greve di pioggia Chiampo ha ricordato i 90 anni dalla morte dell’asso dei cieli Tomaso Dal Molin (registrato all’anagrafe con una sola “emme”). Al cimitero si è svolta la commemorazione con le autorità, ricordando l’eroe dell’aria troppo a lungo dimenticato. Dal Molin moriva il 18 gennaio 1930 inabissandosi sul lago di Garda, a Desenzano, dov’era il Reparto di Alta Velocità. Pionieri del volo si lanciavano arditamente oltre i 500 km orari con idrocorsa. Dal Molin, classe 1902, aveva già dato prova delle sue straordinarie abilità al trofeo Schneider di Calshot, in Inghilterra, il 6-7 settembre 1929. Un secondo posto sigillato pur con un aereo che nulla poteva contro robusti motori inglesi. Durante la cerimonia è stata posta una corona di alloro sulla sua tomba. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Matteo Macilotti, l’assessore alle manifestazioni Filippo Negro, l’assessore alla cultura Sofia Bertoli e Miro Monchelato, presidente del Centro culturale Molino di Altissimo e rappresentante dell’aeronautica. «Dobbiamo tenere viva la memoria di questo eroe che si è distinto per le grandi imprese e per i suoi valori», ha detto il sindaco Matteo Macilotti. Il 18 gennaio 1930 Dal Molin compiva l’ultimo volo. Si alzò in volo su un Savoia Marchetti S65 alle 16.15 da Desenzano. Dopo pochi minuti, da un’altezza di venti metri l’aereo cadeva in acqua ad altissima velocità. Sul libretto di volo venne annotato “l’apparecchio precipita per cause ignote causando la morte del pilota”. A Dal Molin, medaglia d’argento al valore aeronautico per volontà di Italo Balbo, sono stati intitolati viali, vie, stade in Valchiampo, a Desenzano e a Vicenza e l’aeroporto berico. Il corpo di Dal Molin fu ritrovato il 30 gennaio dopo lunghe ricerche di palombari. All’eroe dell’aria sono stati riservati tre funerali: a Desenzano, a Vicenza e a Chiampo, il 2 febbraio. Dopo una prima sepoltura, la salma venne traslata nel 1934 nella tomba monumentale, recentemente restaurata. Vi riposa anche il fratello Bruno, pilota morto in volo a Ghedi. All’uscita dal campo santo, dopo una preghiera sommessa, uno sguardo in aria sfidando una lacrima di pioggia, per sognare ancora una volta il ruggito d’orgoglio delle incredibili imprese di Calshot. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.P.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1