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23.12.2019 Tags: Crespadoro , Bepi De Marzi , Crodaioli , cittadinanza onoraria

Il maestro De Marzi cittadino onorario

Il conferimento della cittadinanza al maestro Bepi De Marzi. DAL MOLIN
Il conferimento della cittadinanza al maestro Bepi De Marzi. DAL MOLIN

Nel tempo di Natale, con la neve ad accarezzare il ventaglio dei monti, Crespadoro ha conferito la cittadinanza onoraria al Maestro Bepi De Marzi. Non servirebbero parole per spiegarne i motivi. De Marzi ha raccontato e cantato la Valle del Chiampo come nessun altro. E soprattutto, ha portato la Valle, le tradizioni, la gente, nel mondo.Ieri mattina a Crespadoro s'è svolta la cerimonia ufficiale del conferimento onorario, con il sindaco Emanuela Dal Cengio, i rappresentanti dei Comuni e delle forze dell'ordine.  «La motivazione sta nell'aver composto canti meravigliosi sulle nostre montagne, portati poi nel mondo - ha dichiarato il sindaco - È un onore poter conferire questa cittadinanza onoraria».

 

Il musicista e compositore arzignanese ha saputo raccontare magistralmente la vita delle contrade, la bellezza della Valle, la storia, le tradizioni. La cittadinanza onoraria è «riconoscimento e gratitudine per il prestigio conseguito in Italia e all'estero attraverso la diffusione della musica corale maschile di ispirazione popolare egregiamente interpretata da "I Crodaioli", per la sua intensa opera di saggista, scrittore e poeta, contributo straordinario e prezioso per la nostra gente e le nostre montagne, eredità per le generazioni future».

 

Basterebbe pensare ad alcuni dei canti più celebri in ventiduemila giorni di "Crodaioli". Signore delle cime, scritto nel 1958 per ricordare Bepi Bertagnoli, morto sette anni prima a Campodalbero. Un canto nato per ricordare una morte causata da una valanga sulla Scagina, e da qui consegnato al mondo. Cortesani, la contrada del tempo fermo un poco sotto Marana, con l'oratorio del '700 dedicato a San Valentino. La campana del Gramolon, sui monti oltre Frasele, guardando il gruppo del Carega. La contrà de l'acqua ciara, la solitudine nell'esodo dalle contrade. El fogo, le parole concitate per gli incendi sui monti, condannando la cattiveria di chi non ama la montagna. Maranina, una fiaba senza tempo per la montagna che domina l'intera vallata. Benia Calastoria, la storia di Beniamino, migrante ritornato al paese. Rìndola, la sorgente d'acqua con la lingua antica dei cimbri. Melodie e parole che fanno rivivere luoghi, personaggi, storie, leggende. Uno sguardo a Marana che s'imporpora, ed è già sera. 

Matteo Pieropan
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