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17.10.2019

Il cuore degli scalpellini batte nei templi Baha’i

La Casa universale di giustizia di Haifa dei Baha’i realizzata in IsraeleXompero presidente Margraf.  M.P.
La Casa universale di giustizia di Haifa dei Baha’i realizzata in IsraeleXompero presidente Margraf. M.P.

Margraf celebra le maestranze che hanno reso grande il nome dell’azienda e del paese di Chiampo nel mondo. Nel prestigioso contesto della ditta leader nel settore del marmo si è svolto l’evento per ricordare il ruolo di prim’ordine nella lavorazione lapidea, con le testimonianze di chi contribuì a realizzare i capolavori dei templi della religione Baha’i (una fede monoteistica nata in Iran durante la metà del XIX secolo). Il presidente Margraf Silvio Xompero ha accolto autorità e cittadini per le celebrazioni legate alle costruzioni realizzate nel mondo per i Baha’i, in particolare ad Haifa in Israele e New Dehli in India. «Sono tutte grandi opere e speriamo di collaborare ancora - ha detto il presidente Silvio Xompero -. La realizzazione delle celebri colonne è opera che ha dato lustro a tutta la nostra Valle». Il sindaco Matteo Macilotti ha ricordato l’importanza della tradizione dei marmisti lunga oltre un secolo. «Una parte importante della nostra storia, scritta da una grande azienda e dagli abili scalpellini usciti dalla scuola d’arte e mestieri del maestro Fontana - ha detto -. Avere oggi qui gli studenti della Scuola professionale è significativo, un passaggio di consegne». Gli allievi della Scuola “Fontana”, del Centro Produttività Veneto, erano presenti con il direttore Roberto Peripoli. L’incontro tra le vecchie maestranze e i Baha’i è stato emozioni, abbracci, ricordi. Tra le imprese della Industria Marmi Vicentini, fu la Casa universale di giustizia di Haifa. Con poca tecnologia e tanto ingegno, venne realizzato un tempio in stile classico, con 58 colonne di incredibile valore. Colonne corinzie in Pentelikon di Grecia, alte 10 metri con capitelli da 162 centimetri ornati di foglie d’acanto, lavorate manualmente o inventando arditamente macchinari, adattando utensili, per poter supplire a tecnologie inesistenti. Dall’Industria Marmi Vicentini, con il concorso di altre ditte, in 26 mesi di lavoro vennero lavorati 2.400 metri cubi, circa 9.600 tonnellate di marmo. Lavori eseguiti con massima perizia e con capacità artistica. Toccanti le testimonianze dei protagonisti, Sergio Gugole, Sisto Lovato, Aladino Ceretta, Severino Dalla Valle, Lino Negro, Flavio Consolaro, Biagio Xotta, che hanno riportato alla luce aneddoti. Tra tutti, l’ape che Giulio Piazza scolpì, in un eccesso d’ispirazione su un capitello di una colonna, a simbolo dell’operosità di quei marmisti. Il capitello, che si temeva venisse rifiutato, è stato accettato come dono da chi sopraintendeva i lavori ed è divenuto anzi celebre ai visitatori, che appena giunti al tempio ad Haifa chiedono di vederlo. Dal 1979 una colonna si erge in piazza Zanella a perenne ricordo della laboriosa Chiampo. L’architetto Sohrab Youssefian ha sottolineato l’alto valore umano che ha legato per sempre questi uomini e i Baha’i: «Gente umile, responsabile, disponibile - ha commentato -. Per noi questa è una festa di gratitudine per gente operosa, onesta, corretta, ricordando un’esperienza non solo di lavoro, ma di vita. Un dono prezioso dal lato umano». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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