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02.01.2020

I 200 anni di Zanella, paese mobilitato

Giacomo Zanella, sacerdote, poeta e scrittore nacque nel 1820.  M.P.La casa natale di Zanella.  M.P.
Giacomo Zanella, sacerdote, poeta e scrittore nacque nel 1820. M.P.La casa natale di Zanella. M.P.

Nel 2020 Chiampo celebra i 200 anni dalla nascita del suo figlio più illustre: Giacomo Zanella. Oggi forse non completamente conosciuto da tutti, il sacerdote poeta fu nella sua epoca uno dei protagonisti indiscussi con numerosi incarichi di prestigio tra cui è da citare quello prestigioso di rettore dell’Università di Padova. “La gloria più fulgida di Chiampo”, come ebbe a dire Vittoriano Nori, nacque il 9 settembre 1820. L’abitazione, oggi privata, è ancora come allora, con i muri in pietra che trasudano storia. Una lapide, un po’ trascurata, è rimasta in quell’edificio di Chiampo a ricordare la data del presbitero poeta. L’Amministrazione comunale di oggi vuole rinverdire la memoria del grande letterato e l’occasione per farlo è quella del bicentenario della nascita. Quest’anno sarà interamente dedicato a Zanella, con un calendario di importanti appuntamenti. «È una ricorrenza che vogliamo diventi l’occasione per tutti per riscoprire questo nostro grande poeta», dichiara il sindaco di Chiampo Matteo Macilotti. «Sarà un anno straordinario - aggiunge l’assessore alla cultura Sofia Bertoli -. Per mesi abbiamo lavorato a un programma, coinvolgendo varie realtà e accogliendo idee, con l’obiettivo di riscoprire Zanella, di renderlo vivo e di farlo apprezzare ai cittadini e alle nuove generazioni. Non sarà soltanto un anno celebrativo, ma sarà volto a una valorizzazione e a un riavvicinamento a questo letterato ricco di tematiche, di valori e di legami con il territorio della Valchiampo e di tutto il Vicentino». Ecco i principali appuntamenti per celebrare Zanella. Nascerà un “Itinerario letterario” sui luoghi cari a Zanella, creato con la collaborazione della Scuola di formazione professionale Fontana di Chiampo. L’inaugurazione sarà a settembre nella settimana della mobilità. Poi la collaborazione con l’Accademia olimpica di Vicenza, impegnata in una visita a Chiampo a maggio e nell’organizzazione di un convegno in autunno. Dal 18 al 24 maggio nella “Settimana del libro” le scuole presenteranno i lavori “Sulle tracce di Giacomo Zanella”. In biblioteca il 21 febbraio, il 13 marzo e il 3 aprile ci saranno gli “Aperitivi letterari”, con approfondimento sulla sua poetica. In estate, una serata con narrazione e musica de “I musicanti di vicolo Zanella”. A ottobre la mostra del pittore Fiorenzo Vaccaretti. Altre serate culturali saranno spalmate durante l’anno. Zanella, morto a Cavazzale nel 1888, mai dimenticò la sua Chiampo. Da qui era partito ad appena nove anni, per un avvenire ancora ignoto, com’egli stesso a Fedele Lampertico ebbe a scrivere: “Io dentro picciol borgo, in erma valle, cui fan le digradanti alpi corona, vissi oscuri i miei dì, finché novenne alla città mi trasse il mio buon padre a dibucciar la prima scorza. Il giorno era de’ morti. I flebili rintocchi della campana all’attristato core crescean tristezza. Mal celando il pianto, nell’usato cortil co’ vecchi amici sull’imbrunir venuti a salutarmi giocai l’ultima volta. Un cardellino, mio compagno d’esiglio, innanzi all’alba canterellando mi destò: del mondo al paro conoscenti entrammo in via”. Versi di melanconico, struggente incanto di una Chiampo che fu. A Giacomo Zanella è intitolata la via del centro storico dove si trova la casa in cui nacque. A lui sono state dedicate anche la piazza centrale del paese, la biblioteca civica e le scuole elementari del capoluogo. Altre tracce sono sulla facciata del convento dei frati della Pieve, dove è scolpita la sua bellissima “Ad un’antica immagine della Madonna”, dedicata alla Madonna della Pieve. Sopra la porta laterale della chiesa, le parole di dedica al compianto Paolo Mistrorigo. All’interno dei musei francescani “Menin”, su lastre di marmo, è presente invece la celebre ode “Sopra una conchiglia fossile”. Un busto di Zanella in bronzo si trova all’esterno della casa della dottrina parrocchiale. Uno è nell’atrio della biblioteca. Un’effigie in gesso, opera di Antonio Repele, è custodita oggi nel salone del municipio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Pieropan
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