Arzignano

«Calvario post Covid, un salasso economico»

Il calvario di un ricovero Covid non termina con le dimissioni dall’ospedale. Lo sa bene Gianluca Molon, 55 anni, di Arzignano, che nonostante sia tornato a casa ormai da un anno, dopo 86 giorni trascorsi tra terapia intensiva al San Bortolo di Vicenza e riabilitazione all’ospedale di Lonigo, ha una condizione fisica ben lontana da quella prima del ricovero. Le visite si susseguono, ha un intervento alla trachea in vista, i nervi di un piede ancora non rispondono e deve continuamente assumere farmaci: spese sanitarie arrivate già a 2.300 euro, senza alcuna esenzione per questa patologia.

 

«Abbiamo interrogato l'Inps, provato con il ministro Speranza inviando delle Pec, senza però ricevere risposte - raccontano Gianluca e la moglie Loretta -. In Regione abbiamo scritto al presidente Luca Zaia, che ha subito contattato l'assessore alla sanità Manuela Lanzarin che ci ha telefonato, assicurando che si sarebbe interessata. Poi però non siamo più riusciti a ricontattarla e siamo ancora al punto di partenza. Riguarda me, ma anche tutti gli altri malati di Covid che hanno avuto un'esperienza analoga alla mia».

Giorgio Zordan

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