Ovest Vicentino

Ambulanza senza medico. I sindaci sono sul piede di guerra

La carenza di medici frusta il pronto soccorso dell’ospedale di Arzignano. A lanciare l’allarme sono i sindaci dei Comuni del comprensorio, che insorgono contro la riduzione del personale medico a bordo dei mezzi di soccorso al “Cazzavillan”, un nosocomio che serve un vasto territorio. dell’Ovest Vicentino.
La questione riguarda il medico dell’ambulanza, con servizio gestito dal Suem 118, in fascia diurna. Da questo mese, infatti, il “Cazzavillan” è senza ambulanza medicalizzata durante il giorno, mantenendo ambulanze con infermieri e la copertura con personale medico per gli interventi di ambulanze durante la notte.

L’allarme «L’Ulss avrà fatto le sue scelte aziendali, il periodo non è facile, ma la situazione è allarmante e preoccupante. Noi sindaci dobbiamo essere informati», commenta il primo cittadino di Arzignano Alessia Bevilacqua. «Non possiamo pensare che il pronto soccorso si trovi con ambulanze senza medico a bordo di giorno o che, in caso di necessità, ci sia l’auto medica di Lonigo a sopperire». I sindaci sono compatti. «Abbiamo chiesto un incontro con il direttore generale dell’Ulss 8, Maria Giuseppina Bonavina, e ci ha confermato che la Regione ha concesso un numero inferiore di turni rispetto a quanto richiesto e quindi è stata presa la decisione definita di “razionalizzazione”, che comporta la mancanza di un medico in ambulanza di giorno». 

Lettera di protesta Dino Magnabosco, presidente della conferenza dei sindaci del distretto Ovest dell’Ulss 8 Berica aggiunge: «Abbiamo saputo di questo problema ma il dg Bonavina ci ha dato delle garanzie e ha detto di impegnarsi per risolvere la situazione». I sindaci di Arzignano, Chiampo, Montebello e Montecchio Maggiore hanno intanto indirizzato una lettera al governatore del Veneto Luca Zaia e dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin. «Comprendiamo il momento storico ma abbiamo forte preoccupazione per la carenza di un servizio di emergenza - sintetizza Bevilacqua -. Abbiamo chiesto all’assessore regionale di attivarsi per il ripristino del servizio». Anche i sindaci Gabriele Tasso di San Pietro Mussolino, Omar Loris Trevisan di Altissimo ed Elisa Maria Ferrari di Crespadoro sono sul piede di guerra: affidano le loro preoccupazioni a una comunicazione congiunta: «Ancora una volta veniamo a conoscenza da vie non ufficiali della perdita di un servizio importante sul territorio per tutti i nostri cittadini, a cose già avvenute. Capiamo la carenza di medici ormai cronica, ma la mancanza di un medico in ambulanza è un gravissimo disservizio per la cittadinanza, soprattutto in capo a chi vive nelle zone più periferiche, portando a ritardi nella terapia in emergenza con conseguenze gravi. Percepiamo una disparità di attenzione e una mancanza di conoscenza del territorio gravissime. Una sanità che continua a perdere pezzi con decisioni prese dai palazzi centrali lasciando sindaci e cittadini in balia degli eventi». 

Il confronto Il sindaco di Chiampo Matteo Macilotti: «Il problema della mancanza di personale grava purtroppo anche sul nostro territorio, con ricadute pesanti. Ci stiamo muovendo in sinergia sulla questione». Lunedì nel pomeriggio l’assessore Lanzarin metterà sul tavolo le argomentazioni. «Confidiamo nell’incontro per avere ulteriori delucidazioni», dice il presidente della conferenza dei sindaci Magnabosco.

Franco Pepe