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15.01.2020 Tags: Antartide , Arzignano , stazione Mario Zucchelli , ricerca scientifica , Riccardo Benetti

A 23 anni in missione in Antartide
Farà parte di un team scientifico

Riccardo Benetti, arzignanese di 23 anni
Riccardo Benetti, arzignanese di 23 anni

Una missione in Antartide a 23 anni. Riccardo Benetti, arzignanese, è pronto a partire alla fine di questo mese per raggiungere la stazione italiana Mario Zucchelli, dove l'Italia svolge un programma scientifico governativo dal 1985,  finanziato dal Ministero per l’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, con il supporto del Csna (Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide), dal Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) e dall'Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

 

Riccardo Benetti, dopo essersi candidato all'Enea nell'ambito del programma di ricerche in Antartide, è stato ricontattato ed ha sostenuto una serie di colloqui, dopo i quali è risultato idoneo a partire. Sarò parte integrante del team logistico che supporterà per gli ultimi 70 giorni la campagna australe alla base, localizzata sulla Baia di Terra Nova, a più di 3.000 km a sud della Nuova Zelanda e circa 16.000 km da casa.

 

«Le cose che mi hanno spinto ad accettare un'offerta del genere - dice Riccardo - sono state la voglia di mettersi in gioco, di provare sensazioni ed emozioni estreme e diverse dai nostri contesti , e le mie passioni riguardo l'astronomia, la geografia e la meteorologia che si racchiudono in un'unico ambiente come l'Antartide. Alla base "Mario Zucchelli" svolgerò diverse mansioni come manutentore, come operatore di igiene del lavoro, collaborerò nei lavori di ristrutturazione straordinaria della base anche come magazziniere e volendo anche come aiuto in cucina e aiuto fuori base. Mi impiegherò in diversi campi».
 

«Vi sono i colleghi destinati al Winter-over in Concordia, dove la loro permanenza si prolunga fino a dodici, tredici mesi, di cui circa nove in isolamento totale, irraggiungibili fisicamente. Qui, in questi periodi si apprende e si analizza anche il comportamento psicofisico,l’adattamento, e le reazioni dell’uomo al contatto con un ambiente così ostile e inospitale in vista anche di prossime future missioni spaziali. L’Antartide, una terra preziosa ed essenziale per il nostro presente e per il futuro dell’umanità».

 

In Antartide l’ambiente è qualcosa di eccezionale, improvvisi cambi meteorologici, temperature estreme eventi che soffiano anche a più di 300 km orari possono mettere in pericolo l’uomo. «Ed è qui che la preparazione svolta nell’addestramento obbligatorio di due settimane, al Centro ricerche Enea del Brasimone e sul Monte Bianco, risulta essenziale», conclude Benetti.

 

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