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17.09.2019

Terza asta per salvare villa Dal Verme

Villa Dal Verme abbandonata ormai dagli anni ’60. La Regione spera di venderla con la terza asta.BUSATOIl parco nato dalla vendita di un terreno collegato alla villa.BUSATO
Villa Dal Verme abbandonata ormai dagli anni ’60. La Regione spera di venderla con la terza asta.BUSATOIl parco nato dalla vendita di un terreno collegato alla villa.BUSATO

Primo splendido esempio di gotico veneziano in terraferma, malinconicamente abbandonata dagli anni Sessanta, l’imponente villa Dal Verme risalente al XV secolo che si specchia sul canale Liona continua a cercare un nuovo proprietario dopo la decisione presa due anni fa dalla Regione, proprietaria dell’immobile, di metterla all’ asta avendo rinunciato ad un suo utilizzo come servizio pubblico o istituzionale. Il prezzo di partenza fissato in 550.600 euro da una perizia dell’agenzia delle entrate è risultato però ben poco allettante con i due primi bandi dello scorso anno andati deserti inducendo la Regione a ridurre del 10% la base d’asta del terzo bando scesa a 495.540 euro. Eppure dopo la ristrutturazione del tetto avvenuta nel 2000 per villa Dal Verme sembrò profilarsi l’agognato recupero grazie ad un accordo di programma siglato tre anni dopo tra Comune, Regione e Società Autostrade che prevedeva un suo utilizzo comunale come sede del Municipio e quello del piano nobile da parte della Regione vista la vicinanza del previsto casello autostradale dell’A31. «La Regione mise a disposizione un milione di euro per il primo stralcio riguardante il recupero strutturale della villa e della barchessa, ma dopo il cambio di presidenza dell’ente ville venete non se ne fece purtroppo più nulla e questo è davvero un peccato», ricorda con un pizzico di amarezza l’ ex sindaco Roberto Andriolo. Di quell’accordo di programma venne concretizzato solo l’acquisto da parte della Società Autostrade del vicino ampio terreno di 200 mila metri quadrati poi ceduto al Comune come compensazione per la realizzazione dell’autostrada e divenuto un accogliente e frequentato parco di pianura. «Una decina d’anni fa vi fu poi l’interessamento al recupero della villa da parte di una coopertiva sociale che confidava di accedere ad un contributo europeo che poi non si concretizzò. Quindi anche questa soluzione alla fine è andata male», aggiunge Andriolo. «L’amministrazione comunale non può certo affrontare un simile investimento viste le condizioni alquanto fatiscenti degli interni della villa chiusa da tempo per motivi di sicurezza e che comporterebbe poi una rilevante spesa per essere ristrutturata» commenta l’attuale primo cittadino Massimo Borghettini. «L’unica strada percorribile sarebbe quella dell’acqusizione da parte di una Fondazione come già successo per villa Saraceno che è stata riportata al suo splendore divenendo meta di un importante turismo. Credo che in mancaza di un interesse di questo tipo difficilmente potremo vedere la villa tornare al suo antico splendore». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Felice Busato
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