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22.08.2019

Allevatori di chiocciole I pionieri sono tre giovani

Valentino Rossetto con le sorelle gemelle mentre lavorano nel loro allevamento di Sossano.   GREGOLIN
Valentino Rossetto con le sorelle gemelle mentre lavorano nel loro allevamento di Sossano. GREGOLIN

Cambiano le generazioni, come le coltivazioni e gli allevamenti tradizionali. Laddove fino a qualche anno fa c’era la stalla con le vacche, oggi possiamo trovare milioni di chiocciole. È l’innovativa idea portata nell’azienda agricola di famiglia a Sossano dai fratelli Rossetto, originari di Montegaldella, che da pochi mesi hanno aperto il primo allevamento di elicicoltura, così si chiama quello delle chiocciole, del Vicentino. Nel tavoliere agricolo della Val Liona, si trovano milioni di chiocciole allevate e pronte a triplicarsi, stando alle previsioni delle gemelle diciottenni Marta e Chiara studentesse, e fratello Valentino di 24, elettricista, elicicoltori per passione. Il casolare è quello dov’è nata mamma Cinzia, dove vivono ancora l’ottantenne nonna Adelina e zia Edda, diventate da pochi mesi le guardiane dell’allevamento “lento” che i nipoti hanno creato con le loro forze e risorse. «L’idea è venuta a Valentino - racconta sossisfatta mamma Cinzia -, nel tentativo di rispettare la volontà del nonno che voleva si continuasse il lavoro dei campi». Grazie al fiuto per la novità di mercato, il ragazzo si è appassionato alle chiocciole. «Quando ci parlò di “chiocciole da allevare”, pensavamo scherzasse. Invece, aveva le idee chiare al punto da contagiare di passione anche le due gemelle». Dietro il progetto un Istituto Internazionale: quello di Elicicoltura di Cherasco in Piemonte. Un corso di formazione, un disciplinare da rispettare, dei riproduttori, metodologie di allevamento e la vendita. È la filiera con cui fanno i conti i tre fratelli pionieri che hanno deciso di battezzare l’allevamento “Le tre chiocciole”: due ettari di terreno dove sono state costruite grandi vasche rettangolari, delineate da una sottile rete al cui interno crescono rigogliosi cicoria e cavoli. Per ora sono solo al settimo mese e l’allevamento è ancora in avviamento: «Le chiocciole si stanno riproducendo e a novembre inizieremo la prima vendita. Sebbene il meteo non sia stato ottimale, tutto ci fa credere che l’allevamento sia partito col piede giusto, sebbene a passo lento come le nostre chiocciole», precisa Valentino. Questo obbliga i ragazzi ad arrivare in allevamento alle 6 di ogni mattina, come fa Valentino prima di recarsi al lavoro di elettricista, per tornarci alla sera seguendo il ciclo dell’acqua e fresco amato dagli animaletti col guscio. «Per ora faccio il pendolare, ma il sogno sarebbe quello di diventare un elicicoltore a tempo pieno». Al resto ci pensano le sorelle: «Vorremmo arrivare a produrre tutto in azienda - dice Marta -: dai sughi a quell’oro chiamato “bava di lumaca”, apprezzatissima fin dall’antichità per la cosmesi e proprietà cicatrizzanti». A metà settembre un “open day” svelerà l’azienda a chi vorrà apprezzarla dal vivo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Gregolin
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