Solitario e schivo: lo chiamavano “Taliban”

Mauro Pretto, 47 anni, è stato freddato sulla porta della sua casaI carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini. COLORFOTO ARTIGIANA
Mauro Pretto, 47 anni, è stato freddato sulla porta della sua casaI carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini. COLORFOTO ARTIGIANA
Mauro Pretto, 47 anni, è stato freddato sulla porta della sua casaI carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini. COLORFOTO ARTIGIANA
Mauro Pretto, 47 anni, è stato freddato sulla porta della sua casaI carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini. COLORFOTO ARTIGIANA

Matteo Guarda

ZOVENCEDO

Una persona che amava vivere in maniera schiva, lontano dal caos di una vita frenetica e allo stesso tempo di animo bonario e sensibile e amante degli animali.

Così Mauro Pretto viene descritto dagli abitanti di contra’ Gazzo, che si trova nella parte più profonda dell’omonima valle, in territorio di Zovencedo. Era soprannominato “el taliban” per via della sua lunga e folta barba. Un’acconciatura che però non metteva paura, anzi. A suo modo salutava tutti e non disdegnava di aiutare il prossimo che si trovava in difficoltà. A cominciare dai più deboli, come qualche anziano del posto, che è stato assistito anche da lui, intervenuto per dare una mano ai figli mentre accudivano il loro vecchio padre.

Il suo, Mauro Pretto l’aveva perso soltanto da qualche mese. Una circostanza che l’aveva molto addolorato e abbattuto, specialmente nell’ultimo periodo. Andava spesso a trovare il figlio nei fine settimana, quando poteva ancora e lui ne era felice. Pretto si era trasferito nella casa dove è stato ritrovato il suo corpo oltre una decina di anni fa; lui, infatti, era originario dell’Alto Vicentino.

Abitava sopra la contrada, in una casa isolata, in una parte della valle a mezza costa, sul limitare del bosco, nel verde dei Colli Berici più interni. Quella zona la chiamano “Tramontan”, perché i raggi del sole non arrivano sempre a battere tutto l’anno. Per raggiungerla occorre percorrere la strada sterrata che porta alla Fontana delle Fate, per distaccarsene al primo bivio e proseguire per la parte che sale dritta sulla costa più ripida e si perde nei boschi.

Da lassù scendeva quasi ogni giorno a piedi. All’inizio della strada asfaltata, che prende il nome di via Gazzo, c’è un palo della luce a cui fissava la sua bicicletta, un modello di rampichino piuttosto semplice. Lo teneva ben legato a doppio filo. Da lì saliva in sella e raggiungeva il paese, il posto di lavoro o altre mete. Quando rientrava lasciava la bici allo stesso posto dove si trova ancora. Tutti sapevano che era la sua e nessuno sarebbe mai andato a toccargliela.

Attualmente l’uomo stava dando una mano al fratello imprenditore, che risiede nella zona di Isola Vicentina e che ha una attività in espansione, con sede a Brendola, che si occupa di fornire e montare gli allestimenti degli stand in occasione delle fiere e di altri eventi. Lo aiutava come lavoratore dipendente, senza che ne fosse diventato socio. Questo lo faceva da qualche anno. Prima invece aveva avuto un passato come pastore e portava al pascolo il suo gregge. Pascolare le pecore non gli pesava perché aveva il vantaggio di poter passare molto tempo all’aria aperta. In passato aveva avviato anche un piccolo allevamento di cavalli.

Gli piaceva stare a contatto con gli animali e per questo teneva diversi cani con sé. Sono cinque quelli che sono stati trovati a vivere con lui negli annessi della sua abitazione. Uno in particolare, cui aveva dato il nome di Pedro, girava libero per i terreni intorno alla casa. Al collare aveva ancora un pezzo della corda a cui era stato attaccato nelle ore precedenti per fare in modo che non girovagasse troppo. Per tenere i cani non aveva infatti alcuna recinzione di sorta ma solamente dei ricoveri con la rete dove gli animali stavano rinchiusi. Il cane Pedro invece era tenuto, secondo quanto si è appreso da chi si è recato sul posto nei momenti immediatamente successivi al ritrovamento, è riuscito a liberarsi dal giogo addentandolo a morsi.Quando lo hanno trovato stava nelle vicinanze di quello che ormai era diventato il cadavere del suo padrone.