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25.01.2020

Si è spenta suor Lina Era l’angelo del Sudan

Suor Lina Costalunga in Sudan nel suo centro di accoglienza. A.M.Suor Lina era nata nel 1934. A.M.
Suor Lina Costalunga in Sudan nel suo centro di accoglienza. A.M.Suor Lina era nata nel 1934. A.M.

Si terrà domenica 25 gennaio alle 11 nella chiesa parrocchiale di Castegnero una santa messa di suffragio per suor Lina Costalunga mancata nei giorni scorsi nella sede delle madri della Nigrizia di Arco, dove risiedeva da alcuni anni. Missionaria comboniana, era nata a Villaverla nel 1934 in una famiglia che in seguito si trasferì a Castegnero, con 8 tra fratelli e sorelle, di questi, un’altra sorella monaca e 2 fratelli sacerdoti. A 24 anni suor Lina entrò nella Congregazione comboniana a Verona, dopo il percorso della formazione religiosa, un soggiorno a Londra per apprendere l’inglese e il conseguimento della Laurea in economia e commercio, nel 1965, secondo il suo desiderio, partì per l’Africa, Asmara in Eritrea, quindi dopo 4 anni il Sudan dove trascorse tra un intervallo e l’altro 36 anni come insegnante nelle scuole di Omdurman- Khartoum- nella scuola maschile di Port Sudan- poi con incarichi di direzione ancora ad Ondurman. Dal 1970 al 1977 il primo intervallo quando le fu affidata la responsabilità della Delegazione della Spagna, prima come delegata e poi come superiora. In seguito dal Sudan era tornata in Italia nella scuola Materna di Longare dove negli anni ’90, con il sostegno del Comune diede inizio a corsi di alfabetizzazione per giovani di differenti nazionalità. Tuttavia, il richiamo dell’Africa era sempre molto forte così ritornò in Sudan dove riprese l’insegnamento e le varie attività para scolastiche nelle scuole. E Dal Sudan partì il suo appello per un aiuto ai tanti bambini orfani e profughi a causa della guerra civile con 500.000 persone confinate in una striscia di deserto alla periferia di Khartoum. Fu così che nacque l’associazione “Solidarietà in…Comune onlus” formata dai Comuni di Longare, Castegnero, Nanto, l’Istituto scolastico comprensivo B. Bizio, le Pro loco e le associazioni parrocchiali, con l’obiettivo di realizzare un centro di accoglienza nel deserto sudanese e con mercatini natalizi e concerti musicali, epico quello dei Nomadi, si misero insieme i primi soldi per il progetto. I lavori furono avviati nel 2001 e nel 2004 il centro di accoglienza “Bakhita’s Children Center” di Jabarona venne inaugurato. Un edificio in mattoni, a differenza di tutte le altre costruzioni improvvisate nel deserto fatte di fango, stracci e cartone, in grado di ospitare anche 400 bambini e di garantirne un’educazione di base, l’alimentazione e l’assistenza medica. Purtroppo a causa di nuovi problemi di salute suor Lina con gran pena dovette lasciare definitivamente il Sudan tornando nella comunità di Longare nel luglio 2010. Qui ha portato un notevole contributo alla scuola materna e all’università degli anziani e sostegno alle famiglie e persone in difficoltà. Nel 2016 era passata nella comunità di Arco, mentre il centro ora è seguito dalle suore canossiane che continuano a coltivare il fiore di speranza piantato da suor Lina nel deserto sudanese con il contributo dei Comuni, delle scuole e delle associazioni di Longare, Castegnero e Nanto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Albano Mazzaretto
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