Sarego

Rubano l'acqua dal Brendola, otto agricoltori sanzionati

Sono otto gli agricoltori tra Sarego e Brendola che sono stati sanzionati o segnalati all’autorità giudiziaria nel mese di luglio per aver attinto acqua dal fiumicello Brendola in violazione delle ordinanze sui divieti di prelievo emesse per la siccità. Più in particolare, si tratta di cinque coltivatori sanzionati in via amministrativa per aver violato la prima delle due ordinanze firmate dai sindaci di Sarego e di Brendola, rispettivamente, i riconfermati Jessica Giacomello e Bruno Beltrame, e tre invece quelli denunciati a piede libero alla procura di Vicenza per la violazione della seconda e più stringente ordinanza, che risale alle settimane scorse, emessa quando la scarsità di precipitazioni e l’innalzarsi delle temperature, ben oltre le medie stagionali, hanno fatto scoppiare una vera e propria emergenza idrica. Secondo quanto è fino a questo momento emerso, le trasgressioni del divieto di prelievo per l’irrigazione delle colture dei campi, che attualmente è disposto in via assoluta, sono state accertate dagli agenti delle polizia provinciale durante controlli mirati per la tutela della fauna ittica. 
Si stima, infatti, che all’interno del fiumicello Brendola sia rimasto ancora qualcosa come una cinquantina di quintali di pesce, per lo più di carpe. Il livello dell’acqua, tra i più bassi di sempre, in concomitanza con la discesa dei livelli di ossigeno presenti a causa della calura prolungata, permette appena la sopravvivenza dei pesci, stante la situazione di fragilità dell’ecosistema. Oltre alla situazione che si è venuta a creare in conseguenza dell’effetto naturale, basterebbero quindi soltanto pochi prelievi contestuali, non necessariamente prolungati, per passare da uno stato di forte difficoltà per il mantenimento delle condizioni minime vitali per il tempo utile a superare la crisi, a considerevoli morie. Il fenomeno non riguarda soltanto il fiumicello Brendola ma interessa anche i canali che vi affluiscono. Gli effetti delle prese d’acqua si rendono in alcuni punti visibili anche a occhio. Come nell’ultimo episodio di moria, i giorni scorsi, quando, su allarme dato da alcuni residenti, la polizia provinciale ha rinvenuto una ventina di grosse carpe finite a galla su uno dei canali della Val Massina, tra Sarego e la frazione di Meledo. In base ai primi rilievi, confrontati con un sopralluogo di non molte ore prima, è stato riscontrato un ulteriore abbassamento del livello rispetto al precedente. 
Gli ultimi pesci rimasti in vita sono stati così salvati con l’intervento dei tecnici del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, chiamato dalle guardie provinciali, che ha ristabilito una minima risorsa idrica grazie all’acqua degli altri canali. In alternativa, per evitare le morie di pesci c’è il prelievo faunistico per liberarli in rogge con acqua sufficiente. Una soluzione che sarebbe però del tutto impraticabile dal punto di vista tecnico per quantità come quelle che si prevedono nel caso il livello dell’acqua nel Brendola dovesse scendere in maniera generalizzata sull’intero tratto del fiumicello. Per evitare l’ulteriore impoverirsi della falda acquifera sempre più scarica gli agenti provinciali avvieranno un controllo sulla regolarità delle autorizzazioni al prelievo dai pozzi privati per finalità diverse dagli usi consentiti. 

Matteo Guarda