Pojana Maggiore

La procura: «La Montreal non è loro». Ma il giudice assolve una coppia

Gli imputati erano accusati di essersi tenuti una vettura d'epoca ingannando il Pra. Ma loro erano i proprietari

Il tribunale ha assolto con formula piena Domenico Verlato, 69 anni, e Paola Brigo, di 66, entrambi residenti a Pojana Maggiore. La coppia, difesa dall'avvocato Francesco Vettori, era accusata di appropriazione indebita e falsità materiale.

Il giudice ha stabilito che i due imputati sono innocenti, perché il fatto non costituisce reato. Al centro della vicenda c'era una Alfa Romeo 105 64 (comunemente chiamata Montreal), un modello sportivo a due posti costruito negli anni Settanta che ha un certo valore sul mercato, soprattutto fra gli appassionati.

Secondo la ricostruzione della procura che aveva coordinato le indagini della polizia giudiziaria, i fatti sarebbero avvenuti fra Vicenza e Pojana Maggiore in due fasi: la prima nel dicembre del 2016 e la seconda nel febbraio successivo. Per la procura i due imputati si sarebbero presentati negli uffici del Pra, il Pubblico registro automobilistico, chiedendo di effettuare la trascrizione del trasferimento di proprietà della Montreal.

Avrebbero però ingannato il funzionario, facendo figurare che l'auto fosse di proprietà di Domenico Verlato e chiedendo la trascrizione a favore di Paola Brigo. In tale maniera, sempre secondo la ricostruzione degli inquirenti, la coppia avrebbe fatto attestare in una certificazione amministrativa fatti contrari al vero. Quando Giovanni Verlato, che per la procura sarebbe stato il vero proprietario della vettura, ne era venuto a conoscenza, aveva chiesto la restituzione del veicolo inviando una diffida in cui annunciava di dare cinque giorni.

I due imputati, che erano in possesso dell'auto d'epoca «a titolo di custodia», non avrebbero però soddisfatto la richiesta. E così, erano stati denunciati. Concluse le indagini, la procura aveva ottenuto il loro rinvio a giudizio. Al termine del processo, il giudice ha stabilito che gli imputati avevano ragione e ha ordinato la restituzione dell'auto a Brigo