Lonigo

Pfas
Sindaci
chiedono i soldi

La sala di Villa Soranzo strapiena di persone.  FOTOSERVIZIO MASSIGNANIl tavolo dei relatori con la senatrice Laura Puppato
La sala di Villa Soranzo strapiena di persone. FOTOSERVIZIO MASSIGNANIl tavolo dei relatori con la senatrice Laura Puppato
La sala di Villa Soranzo strapiena di persone.  FOTOSERVIZIO MASSIGNANIl tavolo dei relatori con la senatrice Laura Puppato
La sala di Villa Soranzo strapiena di persone. FOTOSERVIZIO MASSIGNANIl tavolo dei relatori con la senatrice Laura Puppato

Hanno chiesto che i soldi per la realizzazione delle infrastrutture per l’approvvigionamento dell’acqua da fonti alternative dove è certa l’assenza delle sostanze Pfas siano messi a disposizione al più presto. Si tratta degli 80 milioni di euro già stanziati dal governo l’anno scorso e che ancora devono concretizzarsi in progetti e, soprattutto, in opere. Quelli che i sindaci della zona rossa che venerdì sera sono intervenuti all’auditorium di Villa Soranzo all’incontro “In nome del popolo inquinato. La verità sui Pfas”, promosso da Acqua libera dai Pfas, Legambiente e Città di Lonigo, hanno chiesto a gran voce alla senatrice Laura Puppato, membro della commissione eco-mafie, che ha parlato anche in rappresentanza del sottosegretario all’Ambiente, Barbara Degani, che all’ultimo non è potuta intervenire. Così come non sono intervenuti, seppur invitati, i rappresentanti della Miteni, l’azienda di Trissino chiamata in causa per l’emergenza, e i vertici sanitari e politici della Regione.

LA RELAZIONE Davanti a un pubblico che è andato ben al di là della capienza della sala, la senatrice del Pd ha sintetizzato la poderosa relazione sui Pfas frutto di mesi di lavoro della commissione, che ha confermato quanto si temeva. «La situazione oggi, a oltre tre anni dallo scoppio dell’emergenza – ha spiegato Puppato - è ancora critica. La popolazione dei 24 Comuni della zona rossa sopporta ancora rischi alla salute in relazione ai Pfas nell’acqua. Alla fine dell’anno scorso dal ministero sono stati stanziati 80 milioni di euro per realizzare impianti e infrastrutture nuove per la riduzione e l’eliminazione dei Pfas, un terzo di quanto previsto per il Veneto».

I SINDACI I primi cittadini hanno chiesto di tradurre gli stanziamenti in opere. «Per portare l’acqua pulita a Lonigo – ha affermato il sindaco di Lonigo, Luca Restello – il costo previsto è di 70 milioni, con 4 anni di lavori. Chiedo l’impegno al governo di sbloccare quei soldi, che sono essenziali per partire». E Restello ha lanciato anche una proposta. «Per far scendere da 500 la presenza dei Pfas sotto ai 100 nanogrammi – ha sostenuto – si potrebbe dimezzare i tempi d’uso dei filtri ai carboni attivi, questo comporterebbe l’aumento di 15 euro all’anno per persona, ma non sarebbe giusto che a pagarli fossero i cittadini in bolletta». «Come Comune abbiamo fatto tutto quanto possibile ma i Pfas sono un problema nazionale – ha aggiunto il collega di Sarego, Roberto Castiglion -. Nel mio comune siamo già sotto i 70 nanogrammi come in America. Però si spende troppo per i filtri, per cui è necessario andare a prendere l’acqua da fonti pulite, e servono quegli 80 milioni promessi un anno fa che risultano non ancora utilizzati». Sulla falsariga anche il collega di Pressana, il veronese Stefano Marzotto. «I fondi – ha replicato la senatrice Puppato - non arriveranno se non ci sono progetti condivisi. La Regione deve coordinare i Comuni e gli altri enti per presentare i progetti al governo nazionale. Altrimenti rischiano di finire da qualche altra parte».

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