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04.12.2018

Canile lager, condannato a sei mesi

L’intervento delle guardie zoofile aveva fatto scattare il sequestro dei cani per maltrattamentiLe gabbie degli uccelli da richiamo
L’intervento delle guardie zoofile aveva fatto scattare il sequestro dei cani per maltrattamentiLe gabbie degli uccelli da richiamo

Ha tenuto quindici cani e venticinque uccelli in condizioni di assoluto degrado incompatibile con le loro caratteristiche. Accusato di maltrattamento di animali, Franco Marini, 59 anni, residente a Orgiano al civico 229 di via Pilastro; l’altro giorno è stato condannato dal giudice Raffaella Bordoni a sei mesi di arresto. L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Restello, aveva scelto di farsi processare dopo essersi opposto a un decreto penale di condanna. A condurre l’inchiesta conclusasi l’altro giorno con la condanna di Marini (che all’epoca dei fatti contestati, nel febbraio 2013, era vice presidente della locale sezione dell’associazione cacciatori veneti) era stato il pubblico ministero Silvia Golin (ora trasferitasi alla procura di Padova). Il pubblico ministero aveva contestato al 59enne, appunto, il reato di maltrattamento di animali aggravato dalla morte di un cucciolo; e anche una violazione alla legge sulla caccia (reato quest’ultimo nei confronti del quale il giudice ha dichiarato il non luogo a procedere perché estinto per intervenuta prescrizione). I fatti al centro del processo erano avvenuti cinque anni fa a Orgiano, in via Ca’ Muzzana, dove Franco Marini teneva in una struttura 15 cani e 25 uccelli. Stando a quanto contestato dalla procura - dopo la segnalazione giunta da parte dell’Enpa a seguito di un sopralluogo - i cani erano tenuti in condizioni di totale degrado. Otto segugi, come confermato l’altro giorno anche dalla sentenza di primo grado del tribunale, erano custoditi all’interno di un recinto privo di adeguata pavimentazione e idonei ripari. Gli animali, poi, erano poi lasciati senza cibo. Altri sette cani, di specie diverse, «erano abbandonati all’incuria e avevano la catena attorcigliata e impigliati» in modo da non potersi nemmeno muoversi per raggiungere le ciotole di acqua e cibo. Una condizione tale che per una femmina di setter inglese è stato impossibile poter accudire la propria cucciolata, lasciata all’addiaccio. Episodio che aveva portato alla morte di uno dei cuccioli. Ma a essere maltrattati sono stati anche 25 uccelli «rinchiusi in anguste gabbiette all’interno di uno stabile buio, non ventilato, in condizioni igieniche precarie».L’Enpa che aveva eseguito il sopralluogo da cui era poi scaturita l’inchiesta, nel corso del dibattimento si era costituita parte civile con l’avvocato Andrea Bertuzzo. Marini aveva cercato di difendersi spiegando che non era potuto andare dagli animali al massimo per quattro-cinque giorni a causa delle condizioni atmosferiche (era piovuto e nevicato). Una tesi che però non ha convinto il giudice Bordoni che l’altro giorno ha condannato l’imputato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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