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20.07.2019

«Venduta per 200 euro e violentata»

Una donna del basso vicentino sarebbe stata “venduta” per 200 euro e costretta a subire violenzeDel fatto si occupano i carabinieri
Una donna del basso vicentino sarebbe stata “venduta” per 200 euro e costretta a subire violenzeDel fatto si occupano i carabinieri

È finita nel peggiore dei modi la serata di festa per una donna del Basso Vicentino. Iniziata in un bar assieme a un conoscente e a un amico di quest’ultimo è terminata in una casa dove sarebbe stata violentata dopo essere stata “venduta” per 200 euro. Alla fine i carabinieri hanno arrestato in flagranza il presunto violentatore, Gheorghe Bulbuc romeno di 48 anni residente in paese, e denunciato l’amico, Artan, Stafa 33 anni anch’egli residente a Noventa. Entrambi, però, negano di aver commesso i fatti e accusano lei di mentire. Tutto è iniziato la sera di martedì 16 luglio quando la donna si è recata in un bar e si è incontrata con i due uomini. I tre, in attesa di assistere allo spettacolo dei fuochi artificiali, hanno bevuto e forse anche alzato più del dovuto il gomito. Poi si sono tutti spostati a casa del romeno ed è lì che la situazione si è complicata. Perchè secondo il racconto della donna Stafa avrebbe pattuito una somma di denaro con l’amico in cambio delle prestazioni sessuali di lei, dopodiché se n’è andato chiudendo la porta a chiave e lasciando all’interno la conoscente con il romeno. Bulbuc, che è difeso dall’avvocato Gianluca Alifuoco, avrebbe dunque preteso di consumare nonostante la donna abbia detto ai carabinieri di essersi rifiutata da subito. Il romeno l’avrebbe bloccata tenendole i polsi minacciandola di farle male se si fosse rifiutata. Poi, dopo il rapporto, l’uomo è andato in bagno ed è in questo frangente che la vittima della violenza ha avuto il tempo di chiamare i carabinieri. Una telefonata riuscita ma che non è sfuggita a Bulbuc, che dal bagno ha sentito. Tuttavia, l’uomo non avrebbe avuto una reazione violenta dopo essersi accorto della chiamata al 112, ma anzi ha lasciato andare la donna aprendole la porta. Quando sono arrivati i militari della stazione di Noventa il romeno era ancora presente nell’abitazione e i particolari raccolti dai carabinieri li hanno indotti a procedere con l’arresto in flagranza di reato. Il ridotto lasso di tempo intercorso fra la chiamata della donna e l’arrivo degli uomini dell’Arma, il fatto di aver trovato del denaro sul comodino e altri oggetti che proverebbero l’avvenuto rapporto sono a supporto dell’arresto immediato. C’è da dire che i due uomini hanno respinto gli addebiti. Stafa ha negato di essere stato presente nell’abitazione dove si sarebbe consumata la violenza e ha anche detto di non aver mai indotto la conoscente a prostituirsi e che queste sono invenzioni della querelante. Bulbuc da parte sua avrebbe affermato di aver pagato ma di non aver messo le mani addosso alla donna respingendo quindi le accuse. A questo vanno aggiunte le dichiarazioni di lei che invece ha raccontato di essere stata violentata e di non aver mai accettato soldi e mai nemmeno contrattato un rapporto a pagamento. Secondo il giudice per le indagini preliminari Matteo Mantovani le prove raccolte dai carabinieri fanno pensare che le cose siano andate proprio come affermato dalla donna. Troppi elementi supporterebbero il suo racconto ed è per questo che il Gip ha anche disposto l’applicazione della misura cautelare nei confronti di Gheorghe Bulbuc. Non in carcere ma sotto forma di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, ossia ai carabinieri di Noventa Vicentina ogni giorno. Una misura sufficiente, in rapporto alla gravità dei fatti, e a detta del giudice per fare in modo che l’uomo venga monitorato quotidianamente e che quindi non possa tornare a commettere reati. Bulbuc dopo la convalida è stato dunque scarcerato. Stafa è stato invece denunciato con l’accusa di sfruttamento della prostituzione per via dei soldi pattuiti con l’amico. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

D.D.
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