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11.09.2019

Sindaci compatti difendono l’ospedale

La sala consiliare del municipio di Noventa affollata di amministratori vicentini e padovani.   F.B.Veronese e il dg Pavesi.   F.B.
La sala consiliare del municipio di Noventa affollata di amministratori vicentini e padovani. F.B.Veronese e il dg Pavesi. F.B.

Oltre due ore di confronto, a tratti anche acceso, col dg dell’Ulss 8 Berica Giovanni Pavesi per veder garantito un futuro all’ospedale “Milani”: il Consiglio comunale straordinario aperto lunedì in una gremita sala Paradiso di Villa Barbarigo ha ben compattato attorno a tale obiettivo gli amministratori, vista la presenza nelle prime file di una ventina di sindaci berici e di comuni confinanti della Bassa Padovana. «Un importante momento per fare squadra e individuare un percorso condiviso per interfacciarci con le forze politiche e dare risposte concrete ai cittadini» ha esordito il sindaco Mattia Veronese annunciando «l’avvio di un tavolo permanente con i sindaci per monitorare l’ospedale, garantirne una prospettiva futura a medio e lungo termine e investimenti per struttura e personale». Una collaborazione tra amministratori ben condivisa dal sindaco di Caldogno Nicola Ferronato (presidente del distretto est dei Comuni dell’Ulss 8 Berica), dal componente dell’esecutivo e sindaco di Campiglia Massimo Zulian e dal collega padovano di Lozzo Atestino Fabio Ruffin. «L’ospedale noventano nella nostra programmazione ben si integra con quello hub di Vicenza e deve mantenere tutte le sue specialità previste dal piano socio-sanitario regionale, anche se ci sono difficoltà a reclutare medici» ha rassicurato il dg Pavesi con a fianco il direttore sanitario Salvatore Barra, quello sociale Giampaolo Stopazzolo e la neodirettrice medica del “Milani” Tiziana Sagazio. «Sono stati confermati i 48 posti letto della medicina generale con avvio entro fine anno dei 24 posti letto intermedi dell’ospedale di comunità -ha proseguito Pavesi - la chirurgia generale che ha visto un leggero calo da 30 a 28 dei posti letto entro metà ottobre avrà il suo nuovo primario, l’avviata “week surgery” (chirurgia programmata dal lunedì al venerdì) ha consentito di dirottare infermieri in altri reperti, al pronto soccorso arriverà il primario e l’ambulanza sarà medicalizzata. Per quanto riguarda gli investimenti, dopo la sistemazione della nuova sala d’attesa del pronto soccorsi stiamo completando il nuovo ingresso e rifaremo l’obitorio». Una relazione che ha tutt’altro che convinto la minoranza “Noventa Attiva” che aveva a sua volta richiesto tale incontro e il cui capogruppo Alessandro Romagna ha constatato la «preoccupazione generale per un ospedale che ha perso importanti reparti (psichiatria, ostetricia ginecologia) e posti letti con servizi sottodimensionati e senza alcun intervento straordinario sul pronto soccorso ancora senza primario e che con la “week surgery” allontana gli utenti». Ancora più accalorato l’intervento del collega Alberto Bisson per il quale «c’è un piano programmato per far calare la domande di accesso all’ospedale e portarlo alla chiusura» definendo il pronto soccorso «un centro di smistamento di pazienti dopo l’avvio nel silenzio generale della “week surgery” e che va invece potenziato cambiando le schede ospedaliere per garantire anche una chirurgia che funzioni h 24». Un allarmismo da cui ha preso le distanze il consigliere di minoranza Marcello Spigolon in quanto «si deve vigilare sull’applicazione delle schede regionali senza abbassare la guardia e facendo fronte a carenze ambulatoriali reperendo specialisti» . Decisa, infine, la replica conclusiva del dg Giovanni Pavesi che ha rilevato «la crescita di accessi all’ospedale dove vogliamo portare certe attività, non c’è alcun disegno di chiuderlo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Felice Busato
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