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21.04.2019

Rischia di affogare cadendo nel fiume Salvato dagli amici

Il personale intervenuto per soccorrere il giovane dopo l’allarme dei fratelli. FOTOSERVIZIO GREGOLINL’elicottero pronto a decollare
Il personale intervenuto per soccorrere il giovane dopo l’allarme dei fratelli. FOTOSERVIZIO GREGOLINL’elicottero pronto a decollare

Doveva essere una notte spensierata fra amici, passata a pescare in località Fontanelle. Ma per poco non si è trasformata in un’avventura dall’epilogo drammatico, quando uno dei ragazzi, per un malore o per un incidente, è finito in acqua perdendo i sensi nel momento in cui i compagni di pesca si erano già allontanati. Il fatto è avvenuto a metà mattinata di ieri, in una delle anse del Bacchiglione. È qui che Davide e Andrea Caron, fratelli poco più che maggiorenni residenti a Montegaldella, si erano recati fin dalla sera prima, in compagnia di Alessio Rigotto e Riccardo Chimento, 19 anni, entrambi di Grisignano, compagni di squadra di calcio. Doveva essere un momento di svago a poche centinaia di metri da casa, come si fa tra amici in vacanza, con i fratelli di Montegaldella esperti di pesca, conosciuti in paese per la loro serietà, tanto da scegliere un luogo sicuro per il loro campo notturno. «Eravamo entusiasti dell’esperienza –racconterà il ventenne Alessio Rigotto, uno del gruppo-, rassicurati dall’esperienza di Andrea e Davide, ma anche del fatto che conclusa la scuola potevamo rilassarci nella natura». Così è stato fino a ieri mattina, verso le nove e trenta, quando i due fratelli e Riccardo, rimasti sul posto fino al mattino, avevano deciso di rientrare a casa. La solita ritualità da pescatori, con lo smontaggio dell’attrezzatura e del bivacco: «Non avevamo bevuto, eravamo tutti sobri» rimarca Alessio che aveva lasciato il gruppetto poco prima dell’alba. I due fratelli intanto, erano impegnati nel trasferire l’attrezzatura nella macchina lungo un vicino sterrato. Riccardo invece aveva chiesto di fare gli ultimi lanci sul fiume. Il tempo per i due fratelli di ritornare dall’auto e piombare nell’incubo: «Hanno chiamato ripetutamente Riccardo senza ricevere risposta –racconterà Alessio-, scorgendo qualche momento dopo il corpo riverso del ragazzo, con la faccia in giù e il corpo galleggiante, con la canna da pesca vicina». La disperata discesa dei due fratelli lungo la sponda fino a raggiungere il corpo a pochi metri dalla riva. Il sangue freddo e la prontezza del maggiore dei due è stata determinante. Davide che è un esperto nuotatore è riuscito ad agguantare il corpo dell’amico portandolo a riva. Qui le prima manovre per rianimarlo, dando contemporaneamente le indicazioni al fratello per il pronto soccorso e le coordinate per l’atterraggio dell’elisoccorso. Oltre venti minuti di rianimazione da soli e in riva al fiume. Attimi di terrore che ai due sventurati giovani sono sembrati un’eternità, fino al sopraggiungere dei soccorsi con un’ambulanza arrivata dall’ospedale di Vicenza e l’elicottero da Padova. La situazione è parsa da subito grave ai soccorritori, con l’immediato recupero del ragazzo dalla sponda e il trasporto all’ospedale di Vicenza, dove è stato ricoverato in rianimazione. Per tutta la giornata di ieri le notizie sono state altalenanti, con le condizioni del ragazzo che si sono stabilizzate fino a considerarlo fuori pericolo di vita. «È stata la prontezza di Davide e Andrea a salvargli la vita» il commento dell’amico Alessio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Gregolin
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