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06.09.2019

Il saluto va in Baviera con i ciclisti del gusto

I ciclisti di “Noi siamo l’Europa” hanno fatto tappa a Montegaldella
I ciclisti di “Noi siamo l’Europa” hanno fatto tappa a Montegaldella

Una tappa per onorare il valore “europeo” del saluto, a Montegaldella “Paese del Saluto”. È qui che ha fatto sosta il gruppo ciclistico veneto “Noi siamo l’Europa: l’uva incontra il luppolo”, portatori dello spirito europeo dell’intesa fra i popoli, partito da Venezia per arrivare nella regione tedesca dell’Hallertau (Baviera), famosa per la coltivazione del luppolo. La sosta dopo 67 km dalla partenza è stata nel Vicentino, per ricevere in quanto “ambasciatori del gusto”, un attestato di amicizia da portare in Germania. «Abbiamo scelto la bicicletta come mezzo di trasporto ecologico che ci unisce e appassiona –ha spiegato il portavoce dei ciclisti-: consente un intenso rapporto tra i partecipanti e le persone che avviciniamo: incontri che iniziano sempre con un saluto. Così passare per la Ciclabile del Saluto, ha reso obbligatoria la fermata». Ad accogliere il gruppo c’era Antonio Gregolin l’ideatore del Paese del Saluto: «Conosciamo tutti il valore del saluto, peccato che oggi se ne senta la mancanza. Torniamo quindi a ri-salutarci per nutrire i rapporti umani». Lo fa capire la Ciclabile del Saluto, dove dei totem raccontano il valore socio-culturale che il saluto rappresenta: «L’abbiamo spiegato ai ciclisti veneti che ci sono venuti a trovare – aggiunge Gregolin-, investendoli di un valore aggiunto in quanto “ambasciatori dei gusti Berici”, del saluto come gesto di accoglienza per cui la nostra Italia è riconosciuta e apprezzata all’estero». La delegazione si è poi spostata sulle due ruote fino al municipio del paese e da qui, alla storica ghiacciaia restaurata e trasformata simbolicamente nella “Porta del Saluto”, grazie a due scultoree colonne in pietra sul tema. Il sindaco Ciro Piccoli, ha consegnato alla delegazione la pergamena bilingue del saluto da portare fino a Abensberg. «Per noi che diffondiamo il valore del gusto come segno di unitarietà –ha spiegato il portavoce dei ciclisti -, promozionando i nostri prodotti, è stato un vero onore essere ricevuti con tanto calore nel Paese del Saluto. Non conoscevamo le tante sfumature storico-culturali che si nascondono dietro un gesto di mano o una parola di saluto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.G.
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