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24.10.2018

Fusione, ora il sindaco torna a crederci

A Montegalda si torna a parlare di fusione con  Grisignano
A Montegalda si torna a parlare di fusione con Grisignano

Si arricchisce di un nuovo capitolo il progetto di fusione fra Montegalda e Grisignano. Stasera verrà messo in discussione in sede di Consiglio il progetto di fattibilità, dopo che nei mesi scorsi il sindaco Andrea Nardin aveva espresso il suo stop al processo di fusione. Doccia fredda che sortì un effetto destabilizzante sull’intero Consiglio di Montegalda, spiazzando l’omologo di Grisignano, Renzo Lotto che allora disse: «Decisione incomprensibile, dopo un anno d’intesa». Fine di un idillio, con l’uscita di scena senza dare troppe spiegazioni di Montegalda, tanto da sembrare una decisione unica del sindaco che aveva portato più di un assessore e consigliere a ventilare le dimissioni. Non si era ancora assestata la situazione dopo questo “terremoto amministrativo” , che giunge l’ennesimo colpo di scena: «Mai detto di non volerci fondere con Grisignano –annuncia Nardin-, ho invece sempre sostenuto che non si doveva correre dietro ai facili entusiasmi, rispettando i protocolli, come lo studio di fattibilità che andiamo ad approvare che servirà a spianare la strada al referendum, e poi parlare di fusione». Guai però a parlare di dietrofont: «Stiamo solo seguendo la ragione e non i sentimenti» replica il sindaco Nardin, senza però giustificare la sua scelta di due mesi fa. La notizia del “figliol prodigo” è stata recepita a Grisignano con sorpresa e scetticismo: «Recentemente abbiamo siglato tre convenzioni con Montegalda, che riguardano scuola, sociale e protezione civile –replica il sindaco Renzo Lotto-, ma siamo lontani, dopo i recenti fatti, dal trovare un accordo definitivo con Montegalda». Quello “stop” di Montegalda proprio non va giù, e intanto si allungano i tempi. Lo studio di fattibilità avrà solo un valore programmatico dai tempi lunghi. «Scaduta la data del giugno scorso –spiega Lotto-, i tempi tecnici ora dimostrano che l’iter se continuerà anche dopo di noi, potrebbe vedere nel 2020 il referendum, per poi finire con la fusione nel maggio nel 2021». In mezzo due date significative per entrambi i paesi: quella prossima delle elezioni amministrative per Grisignano nel 2019. E quella del 2021 quando ci sarà il rinnovo per Montegalda. L’aria che si respira tra le file degli amministratori è molto più che stemperata. Da un momento di euforia collettiva degli inizi, ora crescono le diffidenze e perplessità reciproche, che alimentano quel fronte del “No” che si era ventilato in sede politica con la costituzione di un “comitato No fusione”, che pare fosse il motivo del passo indietro di Nardin. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonio Gregolin
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