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16.10.2019

«Strampelli a rischio» Spostati tre dipendenti

L’ingresso dell’istituto di genetica agraria “Strampelli”.   L.Z.
L’ingresso dell’istituto di genetica agraria “Strampelli”. L.Z.

L’annunciato trasferimento di tre addetti dall’Istituto di genetica agraria Strampelli al Genio civile sta mettendo in allarme le forze politiche leonicene. È della consigliera regionale Cristina Guarda l’interrogazione presentata al presidente della giunta veneta Luca Zaia per segnalare il rischio di nuove difficoltà per il funzionamento del centro di ricerca e chiedere notizie circa i propositi futuri che riguardano l’ente.. L’esponente politica leonicena fa riferimento all’accordo del 2016 tra Provincia di Vicenza, proprietaria della struttura, Università di Vicenza, Comune di Lonigo e Regione Veneto per dare continuità operativa allo Strampelli e farlo diventare il polo cerealicolo del Veneto. «Con questa diminuzione di organico - spiega il consigliere Guarda -siamo di fronte a un cambio di direzione netto e gravissimo. Come pensa la Regione di proseguire efficacemente l’attività dello Strampelli se non garantisce la presenza del personale necessario alle attività di ricerca per la gestione della Banca del germoplasma, prezioso e delicato strumento di conservazione di varietà storiche?». La Regione diventa l’interlocutore principale dell’interrogazione di Cristina Guarda a seguito dell’operazione di riequilibrio amministrativo che ha depotenziato il coinvolgimento della Provincia trasferendo i dipendenti in capo alla Regione. «Questa riduzione d’organico – continua Guarda – è nociva non solo per lo sviluppo del comparto agricolo vicentino e veneto, ma anche perché così si svilisce l'impegno profuso dalle cooperative agricole locali Agribagnolo di Lonigo e Coopsementi di Sossano che hanno investito tempo e denaro per tutelare l'istituto, salvando i terreni dal rischio di abbandono e anticipando addirittura i finanziamenti attesi dalle istituzioni pubbliche». Il sindaco leoniceno aggiunge: «Stiamo segnalando con estrema preoccupazione la situazione che si è creata a seguito di direttive dirigenziali prese senza aver adeguatamente informato delle attività gli assessorati competenti. Abbiamo contattato i vertici dei soggetti politici e amministrativi coinvolti nella decisione per manifestare la nostra contrarietà a quanto si sta attuando». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

L.Z.
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