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24.03.2017

«Non creiamo allarmismi
Sui Pfas stiamo lavorando»

I primi cittadini alla marcia sileziosa di Lonigo per l’acqua. A. MAS.
I primi cittadini alla marcia sileziosa di Lonigo per l’acqua. A. MAS.

Erano 56 i sindaci delle province di Vicenza, Verona e Padova che sono scesi in una marcia silenziosa per l’acqua pulita mercoledì sera a Lonigo. In mezzo a loro spiccavano tre grandi assenti: i primi cittadini di Arzignano, Montecchio e Trissino, che non erano comunque rappresentati da alcun delegato. Una mancanza che si è notata. Perché si tratta di Comuni comunque in prima linea sulle questioni ambientali e sui perfluoroalchilici.

ARZIGNANO. «Dovevo manifestare per cosa? - dice il sindaco di Giorgio Gentilin -. Io svolgo il mio compito istituzionale da presidente del Consiglio di Bacino Valchiampo e stiamo lavorando da anni per questi temi, compresi gli 80 milioni di euro per i nuovi allacci. Il sindaco di Lonigo, Restello, conosce bene tutto quello che stiamo facendo. È documentato. Tra l’altro l’acqua del rubinetto è perfettamente potabile, sia nelle zone bianche che in quelle rosse. Quello che mi preoccupa è l’allarme che si sta diffondendo sulla non potabilità. Noi siamo impegnati soprattutto con Ulss e Regione e la potabilità dell’acqua è garantita. Sbloccare le cose con una marcia? Può essere. Ma temo si possa anche creare confusione. Il problema è che l’accordo di programma per i 23 milioni di euro, definito a Venezia, non è ancora firmato e operativo. E a questo sono collegati anche gli 80 milioni».

MONTECCHIO. «Pur riconoscendo l’importanza di qualsiasi iniziativa volta alla risoluzione del problema Pfas – spiega il sindaco Milena Cecchetto - e complimentandoci con il sindaco di Lonigo per l’iniziativa, come Amministrazione abbiamo ritenuto opportuno non partecipare. Per evitare di alimentare l’allarmismo che inutilmente si continua a creare a Montecchio, città che non ha mai avuto problemi di concentrazioni di Pfas nel proprio acquedotto. Abbiamo, però, sempre operato e continuiamo ad operare con il Consiglio di Bacino, Acque del Chiampo e Regione Veneto. Voglio ricordare le iniziative istituzionali promosse dalla nostra Amministrazione, come l'assemblea pubblica di maggio 2016 con Brendola, gli “stati generali dell'acqua” convocati sempre l'anno scorso in municipio e le commissioni consiliari recenti dedicate al tema».

TRISSINO. «Premesso le comunità colpite dal problema Pfas hanno la mia piena solidarietà - dice il sindaco Davide Faccio - da lunedì siamo impegnati con la Miteni per definire il piano di caratterizzazione relativo ai sondaggi sui terreni dell’azienda. Perché speriamo di ottenere da qui nuovi elementi per cercare di dare soluzione al problema. E il Comune è responsabile del procedimento. Ho trovato quindi più sensato rispetto alla marcia, comunque ben rappresentata dai sindaci, portare avanti il piano di caratterizzazione che è più determinante. Prima si fanno i sondaggi, prima si ottengono risposte. Perché dell’inquinamento tutti ne parlano ma nessuno ha ancora la soluzione. Qualcuno, e non mi riferisco alla marcia, ci accusa di non fare niente. Ecco, invito queste persone a venire in Comune e a vedere la mole di lavoro che abbiamo fatto. Avendo in casa la Miteni avevo altre priorità».

LA REPLICA. «Mi dispiace per l’assenza di alcuni sindaci. Io ho invitato tutti e non era l’invito di Lonigo ma di un pool di primi cittadini di Vicenza, Verona e Padova - risponde il sindaco Luca Restello - che sono scesi in marcia, nella giornata dell’acqua, per sensibilizzare i poteri politici forti, in particolare lo Stato, di fronte ad un’emergenza che credo dovesse trovare la compattezza di tutti. Mi astengo dal dare un giudizio sulle motivazioni di colleghi che stimo comunque in assoluto. Nessuna polemica, ci sono sensibilità diverse ma plaudo ai 56 sindaci che sono arrivati. Io nei loro panni sarei venuto perché questa è una grande battaglia ambientale. Non c’era connotazione politica ma solo il tricolore. Per dire allo Stato: aiutaci. E credo che il messaggio sia passato chiaro. In particolare per sbloccare gli 80 milioni di euro fermi al Cipe per rifornire di acqua gli acquedotti vicentini». L.N.

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