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01.12.2019

Il Polo universitario approda in Consiglio

La sala attrezzata con i computer allestita a palazzo Pisani.   L.Z.
La sala attrezzata con i computer allestita a palazzo Pisani. L.Z.

La questione del polo universitario leoniceno approda in consiglio dopo le recenti polemiche. E in aula arriva anche una lettera del direttore dell’università Loria di Milano Daniele Gallo, che prende le distanze dall’intervista rilasciata a questo giornale il 26 novembre scorso. Quell’articolo nasceva da una semplice e normale esigenza di chiarezza, non era mirato a mettere in dubbio la validità del progetto didattico di Lonigo, che non è tuttora messa in dubbio. Alla luce del cambio di denominazione della sede, passata da Polo didattico a Polo dell’orientamento si voleva capire cosa significasse tale modifica. Considerando che il Comune in un suo comunicato aveva testualmente scritto che gli studenti avrebbero frequentato le lezioni in città volevamo capire se il cambio di delibera poteva pregiudicare questo aspetto. Al prof. Gallo è stata posta una domanda molto semplice, senza ma e senza se: A Lonigo si tengono lezioni universitarie? La risposta è stata altrettanto chiara e inequivocabile: «No, gli studenti frequentano le lezioni a Milano dove anche si tengono gli esami. Per le lezioni serve un’autorizzazione aggiuntiva che in questo momento non c’è ed è prematuro parlarne». La seconda domanda, altrettanto semplice, è stata: Quindi cosa fa il Polo di Lonigo? Risposta: «È uno sportello di orientamento che dà informazioni sui corsi, fa promozione e attività collaterali». Dato che volevamo essere sicuri di ciò che sarebbe stato scritto, al prof. Gallo è stata riformulata la domanda in questo modo: Dunque conferma che a Lonigo non si tengono lezioni, che gli studenti devono venire a Milano e il polo leoniceno fa soprattutto orientamento? Risposta: «Sì lo confermo». Non ci sono giri di parole “strumentalizzazioni e decontestualizzazioni tipiche di un giornalismo che deve ritrovare la sua missione etica”, come scrive “sconcertato” il direttore, che dopo l’intervista non si è più fatto trovare nonostante numerose chiamate (documentate). C’è un giornalista che pone delle domande, chiare, e un interlocutore che risponde in maniera altrettanto chiara e netta. Punto. Aggiungiamo che il giorno dopo abbiamo voluto appurare che cosa si facesse nell’aula di palazzo Pisani e in quell’occasione Francesca Ferrazza, a nome del Centro Consorzi di Sedico, ha precisato che «Le nozioni (non dice lezioni) che vengono impartite sono perfettamente propedeutiche alla preparazione degli esami». Alla luce della dichiarazioni di Ferrazza abbiamo parlato con il referente di Sedico (non citiamo il nome perché siamo stati diffidati dal farlo) il quale al telefono (resoconto documentato) ha precisato che «Il Centro consorzi ha solo il compito di aprire e chiudere le porte di Palazzo Pisani». Un bidello o poco più insomma. E alla richiesta di sapere se si fanno lezioni la risposta è stata: «Dovete sentire il prof. Gallo, non siamo autorizzati a parlare di questo». Quindi Ferrazza avrebbe detto cose che non poteva dire evidentemente. Fino a qui i fatti documentati. Ribadiamo che non è mai stata messa in dubbio la qualità delle attività didattiche di Lonigo e nemmeno la loro legittimità. Dunque, le argomentazioni giuridiche sul polo o non polo non servono, anche perché alla fine ancora non chiariscono il concetto di lezioni. È questione di interpretazioni? Di terminologia più o meno corretta che non include la parola lezioni? È un falso problema che non compromette lo studio dei ragazzi? Meglio così, ma non si dica che non abbiamo scritto ciò che ci è stato detto. Il problema non nasce da quanto letto dal prof. Gallo sul giornale, ma da quanto ha detto al giornalista. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dennis Dellai
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