La testimonianza dopo la tragedia

«Il marito era disperato, l'ho ripulito dal sangue»

«Ho sentito il botto, mi sono affacciata al terrazzo di casa e sono subito corsa per dare una mano. È stato più forte di me, sono fatta così. Sono sempre pronta ad aiutare. Ho toccato mamma e figlia, sembrava che la bambina stesse dormendo. Ma ho capito che erano già morte. A quel punto ho cercato di rincuorare il marito e il bambino. Alla fine, sono scoppiata a piangere». Patty ha ancora gli occhi lucidi e trema quasi impercettibilmente mentre parla. Abita a poche decine di metri dal luogo della tragedia ed è stata tra i primi ad accorrere all'incrocio tra via Ponticelli e via Cestare. Ha deciso di raccontare quei drammatici momenti soltanto se le fosse stato garantito l'anonimato. La donna, che ha lavorato per anni come operatrice in alcune strutture sanitarie, si è sentita in dovere di intervenire. Dopo aver costatato che per madre e figlia non ci fosse purtroppo più nulla da fare, ha concentrato le sue attenzioni sul capofamiglia e sul bambino più piccolo. «Il marito aveva il volto coperto di sangue e l'ho pulito con dei fazzoletti - prosegue la residente -. Era già sceso dalla macchina ed era disperato. È anche caduto per terra. Continuava a ripetere: "Ho ammazzato la mia famiglia! Ho ammazzato la mia famiglia!", mettendosi le mani sulla faccia. Ho cercato di dirgli che non era colpa sua e di calmarsi. Anche il bambino era sotto choc e abbiamo deciso di allontanarlo. Poi sono arrivate le ambulanze e li hanno portati via». Francesco Dal Maso e il figlio, di 4 anni, sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale San Bortolo di Vicenza. Al padre, che aveva numerosi tagli provocati dall'esplosione dei finestrini, è stato assegnato un codice rosso più per la dinamica dell'incidente che per le sue condizioni, come sottolineato dal personale del Suem. Il piccolo, invece, è arrivato in codice giallo ed è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva pediatrica perché era profondamente scosso. La famiglia Dal Maso doveva raggiungere il parco Labirinto di villa Dal Verme. «Avevamo organizzato una piccola festa per i nostri figli che frequentano l'asilo a Ponte di Barbarano», racconta uno dei genitori che conosceva molto bene soprattutto Francesco Dal Maso. Anche lui ha chiesto di rimanere anonimo. «Quando ho saputo quello che era successo, sono subito corso qui», aggiunge scuotendo la testa. «Poi qualche bambino si è accorto che mancava uno dei suoi compagni di classe e ha chiesto dove fosse». È a quel punto che le parole gli restano in gola. Sembra sul punto di scoppiare in lacrime. Da quel momento in poi resta in silenzio e guarda impietrito i vigili del fuoco al lavoro. 

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Valentino Gonzato