Gazzo/Camisano

Folla in lacrime e il colore della purezza per l'addio a Claudia

A Gazzo l'ultimo saluto a Claudia Cherobin (Foto Nicola Piran)
A Gazzo l'ultimo saluto a Claudia Cherobin (Foto Nicola Piran)
A Gazzo l'ultimo saluto a Claudia Cherobin (Foto Nicola Piran)
A Gazzo l'ultimo saluto a Claudia Cherobin (Foto Nicola Piran)

«Non è giusto». Lo hanno scandito forte e chiaro i giovani amici di Claudia Cherobin, che è morta a soli 24 anni lungo una strada. Ieri Gazzo si è fermata: oltre 500 persone hanno partecipato al funerale della giovane, vittima 10 giorni fa di un incidente a Camisano.

Il colore bianco ha contraddistinto la cerimonia: palloncini bianchi, rose candide, una bara chiara. Le amiche hanno scelto per Claudia il vestito per l’ultimo viaggio, fiori e colori per l’amica bella e geniale, tutta arte e coraggio. Che aveva seminato affetto, talento, ispirazione. «Eri bella perché la tua anima era bella. Sarai sempre con noi in ogni ricordo, foto, concerto, laurea, ci hai insegnato cosa significhi essere gentili e premurosi», le parole delle persone che le volevano bene. E che hanno ribadito, con forza e dolore: «Non è giusto quello che ti è successo. Eri un’amica speciale, paziente, avevi una parola di incoraggiamento per tutti, ed eri sempre pronta ad ascoltare, a capire. Eri l’amica che tutti vorrebbero, non ti arrabbiavi mai. E quando era necessario eri in prima fila a metterci la faccia». La musica: «Avevi una voce splendida, ma anche mani d’oro che sapevano muoversi sulla tastiera del pianoforte». L’amica più intima: «Il destino è stato crudele con questa dolce anima, con te se ne è andato un pezzo del nostro cuore. Mi piaceva chiamarti “cherobina” perché per me tu eri un angioletto: ti sei presa cura di me e hai arricchito la mia anima. Avevi i girasoli negli occhi».

A provare a dare un senso cristiano alla tragedia è stato monsignor Claudio Cricini, che ha celebrato con don Leopoldo Rossi e don Danilo Meneguzzo, cugino di Livia, la mamma della giovane vittima. La morte arriva, come un ladro nella notte, e l’invito è a stare pronti perché «la vita non è un carpe diem edonistico, non è un piacere fine a se stesso, ma è assumere in pienezza e gratitudine ogni giorno che inizia con la consapevolezza di un dopo che sa di avvenire, di futuro, di attesa». Alla cerimonia era presente anche il sindaco Ornella Leonardi.  

 

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