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12.09.2019

Droga e minacce con il gatto mutilato Finisce in manette

L’operazione è stata messa a segno a Lonigo. ARCHIVIO
L’operazione è stata messa a segno a Lonigo. ARCHIVIO

Il corpo di un gatto con la testa mozzata davanti alla porta di casa. Questa la macabra scoperta fatta da un giovane senegalese di 23 anni residente a Lonigo che, comprensibilmente spaventato dal gesto intimidatorio, ha segnalato il fatto alla stazione dei carabinieri di Lonigo. Le indagini avviate dagli uomini dell’Arma hanno portato all’individuazione di un traffico di sostanze stupefacenti in atto nella zona di confine tra le provincie di Vicenza e Verona. È infatti nella vicina cittadina scaligera di Arcole che risiede Paolo Melotto, un 33enne originario di Noventa Vicentina che i carabinieri, su indicazioni fornite dal giovane africano, hanno identificato come probabile esecutore della minaccia. Dopo aver ottenuto il decreto di perquisizione dall’autorità giudiziaria, gli inquirenti hanno effettuato un sopralluogo nell’alloggio del Melotto rilevando la presenza di alcuni quantitativi di sostanze stupefacenti. Sono state sequestrate 20 dosi di ecstasy per un peso complessivo di 10 grammi e 20 grammi di marijuana. Quanto basta per incriminare il giovane per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e per trarlo in arresto. Una volta completate le formalità di rito, Paolo Melotto è stato rinchiuso nella camera di sicurezza della tenenza dei carabinieri di Montecchio Maggiore, dalla quale uscirà per sottoporsi all’udienza per direttissima convocata dal tribunale di Verona. Il veronese dovrà rispondere anche del gesto di minaccia compiuto nei confronti del conoscente. È convinzione degli inquirenti che il raccapricciante avvertimento che è costato la vita a un povero e innocente felino sia da ricondurre a dei dissidi sorti tra il senegalese e il noventano per motivi legati allo spaccio di droga. Se questo tipo di attività criminale è purtroppo da tempo all’ordine del giorno della cronaca quotidiana dell’Area Berica, del tutto nuovo è invece il ricorso a metodi di intimazione di stampo mafioso come quello attuato in questa occasione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lino Zonin
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