MONTEGALDA

Castello sferzato dal vento, strage di piante secolari

Danni ingenti al patrimonio arboreo del castello di Montegalda  GREGOLIN
Danni ingenti al patrimonio arboreo del castello di Montegalda GREGOLIN
Danni ingenti al patrimonio arboreo del castello di Montegalda  GREGOLIN
Danni ingenti al patrimonio arboreo del castello di Montegalda GREGOLIN

«Un angolo di paradiso», come definiva il castello di Montegalda il suo proprietario Luciano Sorlini, ha perso alcuni suoi “gioielli” naturali, abbattuti dalla forza del maltempo di martedì scorso. La conta dei danni è pesante per una delle strutture medievali meglio conservate del Veneto, che martedì ha visto abbattere come fuscelli, molti dei suoi alberi secolari che gli fanno corona. Sferzato dal vento anche lo storico giardino settecentesco di Pietro Selvatico, con decine di vasi con i limoni, schiaffati senza pietà. «Danni ingenti al nostro patrimonio vegetale - ha commentato Cinzia Sorlini, figlia di Luciano, nuova erede del maniero di Montegalda -, che non è meno importante della sua struttura muraria. Qui conserviamo alberi secolari, alcuni dei quali come le quercie-farnie, autentiche “reliquie” di quel bosco planiziale ormai scomparso da tutta la pianura. Ma anche secolari cipressi piantati nel Settecento, che fanno da controcanto alla cinta merlata. Purtroppo una quindicina di questi è venuta giù a causa del vento, limitando solo per fortuna, danni alle strutture murarie». «Negli anni Ottanta - conferma il suo giardiniere Piero- quando il castello fu stravolto da un altro fortunale, non ha avuto la forza di quella mostrata martedì». Pronto però l’intervento per rimuovere i colossali tronchi. Già iniziati i lavori anche nel giardino dove si sta sostituendo i vasi danneggiati: «Fa tristezza vedere il castello ridotto così, ma qui la storia ha fatto spesso scempio, lasciando poi che la struttura risorgesse. Nei prossimi giorni dal Friuli è stata chiamata una squadra di treeclimbing specializzi nella cura degli alberi storici» conclude la Sorlini. In paese è corale la solidarietà, a partire dal sindaco Andrea Nardin: «Il castello è parte della nostra storia, e vederlo sfregiato è un dolore condiviso. Siamo però rassicurati dall’attenzione e cura dimostrata dal padre prima e alla figlia oggi, che custodiscono questo luogo di storia, natura e memoria».

Antonio Gregolin

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